ADORABILI AMICHE

ADORABILI AMICHE

Quel che resta di mio marito” era un road movie di Christopher N. Rowley uscito nel 2008: Jessica Lange, Kathy Bates e Joan Allen trasportavano un’urna funeraria e coglievano l’occasione per fare un po’ delle pazzie che da giovani non si erano concesse. Come Thelma e Louise, senza sparatorie e senza Brad Pitt (che allora era agli inizi, si presentava in tutto il suo splendore da toy boy con gli addominali a tartaruga, e se ne fuggiva con i risparmi di una vita altrui). Nelly, Chantal e Gabrielle salgono sulla Citroen DS (con la musica a palla) per andare al matrimonio di un loro comune ex: non esattamente un appuntamento che mette di buon umore. Ognuna ci aveva fatto un pensierino, a suo tempo, lui sta per portare all’altare un’antipatica signorina che ha più o meno l’età che le ex ragazze avevano al tempo del romantico sogno. Le attrici mature una volta si vedevano proporre horror in stile “Che fine ha fatto Baby Jane?”, o “Piano… piano, dolce Carlotta”, in caso contrario restavano disoccupate. Ora, con l’eccezione di Meryl Streep, son costrette a far le signorine fuori tempo massimo: sole, sull’orlo della disperazione, con lavori frustranti, il vibratore nella borsetta, i figli che non se ne vanno di casa, i ricordi del liceo. Non è sicuro che ci abbiano guadagnato nel cambio: abbiamo il sospetto che le Bette Davis e le Olivie De Havilland si divertissero di più. Benoît Pétré aveva intitolato il film “Thelma, Louise e Chantal”: per una volta il titolo italiano non peggiora l’originale. Scappano dal ristorante senza pagare, perdono le borse, chiacchierano e incontrano qualche maschio, bucano una gomma. Niente che riesca a scongiurare la malinconia, il fatto che alla fine faranno i conti con le rispettive solitudini, adattandosi all’ambiente ostile. Niente che vada fuori dai binari della malmaritata, della separata, della single ancora speranzosa (tra una ventina d’anni saranno pronte per il loro “Marigold Hotel”, perché dopo la Borgogna c’è l’India misteriosa, e magari ci andranno con l’uomo dei sogni appena piantato dalla moglie non più tanto giovane). Sappiamo che il genere ha le sue estimatrici, che di Jane Birkin non si può dir male, che le banalità francesi sono sempre sopravvalutate rispetto alle banalità made in Usa. Ma a parte l’idea di lanciare agli sposi novelli la ghiaia e non il riso, vediamo e dimentichiamo.  
 

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