W. E. – EDWARD E WALLIS

W. E. – EDWARD E WALLIS

Edward per Wallis lasciò il trono d’Inghilterra. Non c’è da stupirsi, dicono i maligni: la doppiamente divorziata Wallis aveva perfezionato nei bordelli orientali l’arte di compiacere un uomo. Al fratello maggiore subentrò il balbuziente George, che all’inizio se la cavava malissimo, poi con l’aiuto di un logopedista fece progressi (altri dettagli nel “Discorso del Re” di Tom Hooper, con Colin Firth e Geoffrey Rush). Rimasero insieme dal 1937 al 1972. Forse lui si pentì, dopo un po’: gli sarebbe piaciuto dare ordini alle truppe. Forse lei si annoiò, dopo tanti anni con lo stesso uomo (siamo fatte così: uno rinuncia per te a un regno, e tu gli alzi l’asticella). Di certo, a vedere questo film diretto da Madonna, la coppia non brillava né per senso dell’umorismo né per conversazione. Passava più tempo a cambiarsi abiti, guanti e cappelli che a intrattenere gli ospiti. Il duca e la duchessa di Windsor vivevano in belle case, frequentavano belle spiagge, guidavano belle macchine. Sempre con una nonchalance molto vicina al tedio. Non si diverte neppure Wally Winthrop, nel suo bell’appartamento a Manhattan. l Il marito la schiaffeggia, lei invece di denunciarlo va a un’asta da Sotheby’s. Giusto le tovaglie, i candelieri, gli argenti, i porta sigarett e dell’altra Wallis. “Lei sì che era amata”, pensa la malmaritata contemporanea. E intanto si fa corteggiare da un simpatico custode con forte accento russo. Alla sua seconda regia dopo “Sacro e profano”, Madonna inciampa nel film biografico. Rovinato da troppa passione, se vogliamo essere gentili: la rock star confessa un’adorazione per Wallis Simpson, personaggio di cui onestamente non abbiamo mai capito il fascino ( ameno che magrezza e ricchezza non compensino la mancanza di altre attrattive). Oppure, con meno cortesia, rovinato da una troppo misera sceneggiatura: i passaggi d’epoca – fanno da snodo gli oggetti in primissimo piano, poi l’inqudratura si allarga fino a comprendere gli abiti disegnati da Valentino – dopo un po’ diventano stucchevoli. Ammiriamo tutto ma non ci appassioniamo a niente. Meno che mai all’intreccio tra le storie. Una dovrebbe rilanciare l’altra, finiscono per annullarsi. Abbie Cornish fa la parte della borghese. Andrea Riseborough veste gli abiti lunghi dell’aristocratica (per matrimonio, non bastasse era americana).

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