Gli infedeli

Gli infedeli

Gran successo in Francia, per la pausa godereccia che Jean Dujardin e Michel Hazanavicius si sono presi dopo “The Artist” (i nemici del film muto e in bianco e nero ne hanno approfittato per metterli in croce, a partire dal manifesto che mostrava troppe cosce, e da lì all’accusa di porci sciovinisti è un attimo). Hanno rispolverato il film a episodi, di memoria anche italiana, costruito intorno all’infedeltà. Soltanto maschile: nel cinema non valgono le quote rosa e le pari opportunità. Sette in tutto: un paio fulminei, e sono i più divertenti, pur facendo sospettare la leggenda metropolitana (un tizio con la maschera da maiale che fustiga una fanciulla sospesa nel semibuio, poi la fanciulla ha un mancamento, la porta del garage si apre e un ragazzino chiede: “Papà, quando la signora ha finito con l’altalena posso usarla io?”). Altri sono più lunghi, non tutti ben riusciti. Tra i buoni c’è “La domanda”, diretto da Emmanuelle Bercot, unica regista del gruppo, e recitato da Dujardin e dalla consorte Alexandra Lamy (come già facevano su France 2 nei quasi 500 episodi di “Un gars, une fille”: lei era “Chouchou” e lui “Loulou”). Il classico gioco al massacro della moglie che inziga “non è possibile che tu non mi abbia tradito mai, tutti i mariti lo fanno, è naturale dopo molti anni di matrimonio, dimmi che l’hai fatto perché la nostra coppia si regge sulla sincerità”. Il poveretto a furia di insistenze cede, tira fuori un vecchio tradimento, cominciano gli insulti. Non male neanche le riunioni degli “Infedeli anonimi”, dirette dalla gelida Sandrine Kiberlain che era la moglie di Fabrice Luchini in “Le donne del sesto piano” (lui per un po’ di calore umano andava a trovare le cameriere spagnole su nelle chambres de bonne). Inappuntabile e professionale, mette alla prova gli arrapatissimi sessodipendenti. “Perché siete qui, non sopportate più questa vita di bugie?” Risposta in coro: “No, è perché ci siamo fatti beccare”. Più triste la gita aziendale, dove Jean Dujardin ci prova con tutte, dalla bella centralinista dell’albergo alla collega non proprio avvenente, passando per una escort sadomaso (una fissazione). E’ lui ad aprire il film, con musica di Fred Buscaglione. Uno sguardo di troppo a una passante, e il motore si spegne. Il compagno di goliardate, scoperecce e cinematografiche, è l’attore Gilles Lelouch.   

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