MARIGOLD HOTEL

MARIGOLD HOTEL

Vecchietti. Siamo circondati. Ex partigiani, arrabbiatissimi per come va il mondo, decisi a cambiare testamento diseredando i nipoti che non si fanno mai vedere a favore degli amici dei giardinetti, fanno piani per rapire Silvio Berlusconi nel romanzo “La banda degli invisibili” di Fabio Bartolomei (da e/o). Goderecci a bordo di una Jaguar, stappano vini pregiati in Costa Azzurra e si curano con gli spinelli in “Romanzo per signora” di Piersandro Pallavicini (esce da Feltrinelli: il titolo preesisteva, colpa dei critici che avevano storto il naso leggendo le ammucchiata nei precedenti romanzi dello scrittore di Vigevano).

Ci inseguono anche al cinema. John Madden si era fatto notare nel 1997 a Cannes con “Mrs Brown”, protagonista la regina Vittoria e lo scudiero scozzese John Brown che la consolò (non è certo fino a che punto di intimità) dopo la morte del marito. Poi fu la volta di “Shakespeare in Love”, per la serie “pasticci tra vita e opera”. Filone che ha come eterna vittima Jane Austen e come ultima vittima Edgar Allan Poe in “The Raven” di James McTeigue (troppo facile infierire sugli ubriaconi in crisi da pagina bianca). In “Marigold Hotel” accompagna sette vecchietti britannici, quindi variamente bizzarri per definizione, in un albergo di Jaipur. Le brochure descrivono l’antico splendore dell’edificio, il primo impatto è disastroso: ci sono meno porte che stanze e i piccioni spadroneggiano.

Lo gestisce Dev Patel, che fuori da “The Millionaire” perde un po’ di presenza (resta il nasone e l’aria goffa). Come imprenditore, il giovanotto ha capito che l’espatrio delle pantere grigie fornisce clienti sicuri. “India is the New Italy”, sottolinea la recensione di Variety. Sappiamo quindi che l’aria schifata della ex governante Maggie Smith, decisa a restare in India giusto il tempo necessario a un’operazione e una convalescenza low cost, presto si tramuterà in un dolce sorriso.

Gli altri, a partire dall’ex giudice Tom Wilkinson – in India è cresciuto, vorrebbe ritrovare il suo primo amore – lasciano l’Inghilterra con meno pregiudizi. Le coppie per dare una scossetta a un matrimonio stanco, i solitari per concedersi il brivido tardivo del turismo sessuale. L’India è fotografata con esotismo da cartolina. Gli attori – da Bill Nighy a Judi Dench – fanno risplendere un copione di suo non smagliante.

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