THE RAVEN

THE RAVEN

Uno scrittore di storie orrorifiche che muore giovane dopo giorni di delirio alcolico (lo raccattarono in un vicolo malfamato di Baltimora, non riprese mai conoscenza) offre materiale per le più sfrenate fantasie. Tanti hanno provato a ricostruire l’ultima settimana di Edgar Allan Poe su questa terra, incrociando quel che sappiamo dell’uomo, figlio di attori girovaghi e poi adottato da Mr Allen che per raddrizzarlo lo spedì a West Point, con quel che abbiamo letto nei racconti. Aggiungendo, per aumentare la suspence, un tocco di Monsieur Dupin, che scovava le lettere rubate là dove nessuno si aspettava di trovarle. Poi risolveva il primo delitto della camera chiusa, nella Rue Morgue dove uno scimmione aveva quasi staccato la testa a una signora, e spinto a forza il cadavere della figlia nella cappa del camino. “The Raven” non riconosce nessun debito, come se l’idea fosse venuta per la prima volta a Ben Livingston (attore non di primissimo piano) e Hannah Shakespeare (che ha prodotto qualche episodio della serie “The Playboy club”). Come se William Hjortsberg non avesse mai scritto “Nevermore”, immaginando Sherlock Holmes visitato ogni notte dal fantasma dell’odiato rivale (fa la sua apparizione anche l’illusionista Harry Houdini). Come se Matthew Pearl non avesse mai scritto “L’ombra di Edgar”, protagonista un ammiratore sfegatato di Poe che vede sfilare il feretro dello scrittore, seguito da quattro persone appena, e decide di indagare sulle circostanze della morte con l’aiuto di un detective francese. Come se Randall Silvis non avesse mai scritto sulle “Rive della notte”, dove il giovane Edgar Allan Poe è solo un critico alle prime armi per il Mirror, e già nei momenti liberi gioca al detective. Come se Nikolaj Frobenius non avesse mai scritto “Vi mostrerò la paura”, con la partecipazione speciale del critico Rufus Griswold. Nel film di James McTeigue (“V per vendetta”, con le maschere di Guy Fakes ora predilette dagli hacker) proprio al recensore arcinemico dello scrittore tocca la tortura più crudele, tratta da “Il pozzo e il pendolo”: una lama oscillante lo taglia in due (neanche questo è originale, ricorda le torture perpetrate da Vincent Price in “Oscar insanguinato” contro i critici che non lo apprezzano). Lo scrittore ubriacone è John Cusack in mantellina. I corvi gracchianti si sprecano.

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