E’ NATA UNA STAR?

E’ NATA UNA STAR?

E’ nata una star? Sembrerebbe di no, se si intende per star Pietro Castellitto, figlio di Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, motore appena consapevole di questa commedia tratta dal racconto di Nick Hornby (stesso titolo, esce da Guanda). Il giovanotto risulta abbastanza impacciato, senza che si riesca a distinguere se recita o lo è per davvero. Inciampa nelle parole, per il resto ha una sola espressione, smarrita. Sono valori sicuri invece Rocco Papaleo e Luciana Littizzetto, genitori in confusione di una pornostar per caso. A rivelarlo, una vicina che fa scivolare nella cassetta della posta un dvd a luci rosse: bellona in preda alle smanie e medico con il camice che fornisce la cura. C’era tutto per spassarsela. Il regista Lucio Pellegrini – lo stesso di “Figli delle stelle”, che satireggiava con gusto una banda di brigatisti pasticcioni – faceva ben sperare. In coppia con Michele Pellegrini, sceneggiatore di “Non pensarci” (la commedia di Gianni Zanasi con Valerio Mastandrea, che invocava “le bugie in famiglia, come fanno tutti”), le aspettative erano doppie. Ma il racconto di Hornby contava settanta paginette stampate a caratteri per ipovedenti: poco per ricavarne un film scattante. Non aiuta la voce fuori campo, che risolve sbrigativamente certi imbarazzi del copione (lo diciamo con dolore, gli sceneggiatori italiani bravi sono pochissimi, smarrirne uno per strada dispiace). Quanto agli imbarazzi sessuali – il ragazzo avviato senza successo alla scuola per cuochi ha una robusta dotazione, in famiglia si chiedono da chi abbia preso – sono eliminati d’ufficio, perché ormai il garbo nella commedia si porta come una medaglia al valore. Fino al paradosso: Luciana Littizzetto è più esplicita e sboccata nei siparietti tv che imbarazzano Fabio Fazio che in una commedia dove il gigantesco walter dovrebbe farla da padrone. Passi che non si vede nulla, accade anche in certi telefilm americani che potevano servire da modello. Ma l’attrezzo poteva fornire più spunti comici del dibattito sul “talento nascosto” accompagnato da una serie di discorsetti sui pericoli del porno. O sul futuro dei giovanotti sventati che lo girano sul divano di casa (prontamente sfoderato quando si capisce qual era il set), con la partecipazione della cameriera. Una situazione boccaccesca e la simpatia degli attori non bastano per mettere insieme un film.

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