10 REGOLE PER FARE INNAMORARE

10 REGOLE PER FARE INNAMORARE

L’attacco è su tre fronti. I video su You Tube, con il nome d’arte di Willwoosh. Il libro uscito da Kowalski con il titolo “Dieci regole per fare innamorare”, a firma Guglielmo Scilla. Il film di Cristiano Bortone con Vincenzo Salemme segretario galante (il fatto che a dar consigli di corteggiamento sia il papà del protagonista ventenne, sempre Guglielmo Scilla, annuncia la pappa sentimentale spacciata per esilarante commedia). Guglielmo Scilla è il giovanotto del momento – quello di due settimane fa era Giovanni Vernia alias Jonny Groove, con “Ti stimo fratello” e relativi proclami: “Mi avevano offerto una parte in un film altrui, ma il personaggio non veniva fuori a dovere”. Se hai un po’ di successo, su Internet o a “Zelig”, per le regole del cinema mordi e fuggi sei pronto al debutto sul grande schermo. Come se la visione di dieci minuti divertenti, atti a spezzare la monotonia di un pomeriggio trascorso nel ripasso di matematica, potesse trasformarsi per magia in un incasso stratosferico alla Checco Zalone (o almeno degno dei “Soliti Idioti”: altra dimostrazione che l’orecchio per la comicità è scarso quanto quello per una pagina di sceneggiatura decentemente scritta). Il meglio di Guglielmo Scilla alias Willwoosh sono i filmini su You Tube: qualche risata la strappano, per lo più a spese di “Twilight”, di Harry Potter, di certe casalinghe disperate, perché l’uomo vestito da femmina fa dar di gomito pure a carnevale. Il libro, scritto con Alessia Pelonzi, ha due pagine di ringraziamenti per comunicare al lettore la giusta dose di fregnacce in cui riconoscersi: sono un ragazzo come voi, vedo gente faccio cose e ascolto musica, ho successo ma resto umile (capito perché il titolo dello spettacolo di Zalone, “Resto Umile World” era geniale?). Il film è un one man show di Vincenzo Salemme, che alla lavagna, punto dopo punto, spiega come si conquistano le donne. Cose tipo: “Conosci la tua preda”, “studia le sue abitudini”, “fatti avanti con decisione”, “la prima serata deve essere indimenticabile”, “vincere la depressione” (perché è chiaro che con regole simili applicate da un impacciato prima o poi arriva il disastro). Lo spettatore non complice ripensa a tutte le commedie hollywoodiane sul tema, già abbastanza ripetitive di loro, e si rimangia tutte le parole di critica espresse a suo tempo. Al confronto, erano indimenticabili capolavori.

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