THE FLOWERS OF WAR

La violenza non ci turba, dietro ogni massacro immaginiamo la messa in scena e il lavoro dei truccatori. Qui però viene voglia di urlare “ora basta”. Girato da un regista che prima era perseguitato e ora non più, l’attacco giapponese a Nanchino è bassa macelleria. Baionette, bombe, cadaveri martoriati, membra volteggianti nell’aria, bambine del collegio cattolico inseguite per lo stupro. A una a una, giù le mutande tra urla belluine, in posa plastica sugli inginocchiatoi, sugli altari, dietro i confessionali. Le salva prima dell’irreparabile Christian Bale vestito da prete (sarebbe un becchino, venuto per seppellire il sacerdote e attratto dal vino per la messa). In cantina, le puttane fuggite dal miglior bordello della città. Si sacrificheranno per salvare le innocenti.

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