HESHER E’ STATO QUI

HESHER E’ STATO QUI

Sul torace ha tatuata l’immagine di un uomo che si spara alla testa, con schizzi di sangue e materia cerebrale là dove la pallottola esce (identica a quella vista sul sito internet dello scrittore israeliano Etgar Keret). Porta le mutande rese famose dai miserabili di “Cinico tv”: costine, elastico molle, bianco che tende al beige. I capelli lunghi son da Cristo in libera uscita. Difficile riconoscere sotto il travestimento da Hesher l’attore Joseph Gordon-Levitt: già disegnatore di cartoncini d’auguri in “(500) giorni insieme”, ragazzino insidiato dall’allenatore di baseball in “Mysterious Skin”, malato di cancro che in “50/50”, viene portato alle feste da Seth Rogen, convinto che la chemio serva a rimorchiare più ragazze (gli altri sistemi li ha provati tutti, e funzionano meno bene). Spencer Susser dirige il film e firma il copione (da un racconto di Brian Charles Frank) assieme a David Michod, regista di “Animal Kingdom”, storia di una famiglia criminale in cui la matriarca in ciabatte e vestaglietta a fiori fa più paura degli incalliti figlioli. Il ragazzino T. J. ha perso la mamma in un incidente stradale, il padre ha venduto la carcassa dell’auto al carrozziere, ora giace sul divano in stato catatonico. La nonna – Piper Laurie, una carriera che va da “Ai confini della realtà” a “Twin Peaks” passando per “Figli di un Dio minore” – cucina e mette in tavola. Macchina gialla con disegno osceno sulla fiancata, il bullo del quartiere minaccia il ragazzino che a tutti i costi vuole riprendersi l’auto, ultimo ricordo di mamma. Intanto va con il padre al gruppo di supporto, scena ormai canonica anche se dopo “Fight Club” è difficile vederla senza ridere. Hesher abita poco distante. Quando deve fare il bucato va a casa di T. J. in cerca di una lavatrice. Nell’attesa, si piazza sul divano a guardare la tv. E siccome non si vedono i canali porno, in mutande sale sul palo e aggiusta l’antenna. Poi si piazza in casa senza che nessuno chiami la polizia per scacciare l’intruso. Chiacchiera con la nonna, la porta a passeggio, al posto delle sigarette mediche antinausea le allunga una pipa ad acqua). Già state pensando come potrebbe andare a finire? Siete indecisi tra “Teorema” rifatto tra i white trash d’America e la bizzarra elaborazione di un lutto? Prima di scommettere, bisogna sapere che Natalie Portman fa la cassiera in un supermercato, e per imbruttirla le mettono un paio di occhiali dalla vistosa montatura.

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