MISSION IMPOSSIBLE – PROTOCOLLO FANTASMA

MISSION IMPOSSIBLE – PROTOCOLLO FANTASMA

Cosa fa un regista d’animazione come Brad Bird – credenziali: “Il gigante di ferro” non ancora targato Pixar, poi “Gli incredibili” e “Ratatouille” – nel quarto episodio delle mirabolanti avventure dell’agente segreto Ethan Hunt? Fa bene il suo mestiere: non lascia pause, organizza i combattimenti con grazia e precisione, sceglie una trama complicata ma non astrusa, non si prende sul serio, scolpisce i personaggi. Nei fumetti e nell’animazione, si rassegnino i paladini della Cultura, capita di trovare più spessore e più sfumature che in un film di Theo Angelopoulos (parlandone da vivo). Spiccano Simon Pegg, comico inglese che rubava cadaveri in “Burke & Hare” ed era il pasticcione Scott in “Star Trek” di J. J. Abrams (al regista di “Lost” era toccato anche il terzo capitolo della saga, dopo Brian De Palma e John Woo: Tom Cruise sa scegliersi i registi). Qui è un espertissimo hacker che lascia la scrivania per operare sul campo, sperimentando la legge di Murphy. Accanto al novellino e a Paula Patton – la buona maestra di “Precious”, qui telecomandata da Cruise seduce un riccone indiano – ecco il tormentato Jeremy Renner, che disinnescava bombe in “The Hurt Locker” (pare deciso, intanto, che il film di Kathryn Bigelow sulla cattura di Bin Laden, uscirà dopo le elezioni per non far da traino a Obama, già i repubblicani sono sul piede di guerra perché sospettano informazioni passate sottobanco). Brad Bird fa saltare in aria il Cremlino, tipico spasso di chi ha trafficato a lungo con l’animazione computerizzata: se tutto va rifatto da zero, tanto vale pensare in grande. Offre ai suoi agenti un superproiettore, per avanzare protetti da uno schermo che simula la prospettiva del corridoio (quando sono due a guardare, il simulatore impazzisce). Tom Cruise con i guanti magnetici aggrappato alle pareti di vetro del Burj Khalifa di Dubai – l’edificio più alto del mondo, oltre 600 metri l’ultimo piano abitabile - fa girar la testa (pare sia ancora meglio sull’enorme e avvolgente schermo Imax, in Italia solo a Pioltello e a Riccione). Prima Tom Cruise evade da una prigione russa. Poi deve inseguire una valigetta in un parcheggio-labirinto multipiani a piattaforme mobili: un inseguimento a tre dimensioni senza bisogno di occhialini. E un omaggio al magnifico “Collateral” di Michael Mann.

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