THE HELP

THE HELP

Filone servitù, inesauribile. Snob e ironico in “Downton Abbey”. Buonista e kitsch, con punte di comicità involontaria, in “The Help”, tratto dal romanzo di Kathryn Stockett che Mondadori ora ristampa. La prima edizione, a dispetto del successo americano, qui andò malissimo, come si poteva prevedere per un romanzo ambientato a Jackson, Mississippi, nel 1963, un anno prima che fosse abolita la segregazione razziale. Vuol dire che assistiamo a un tentativo di imitare gli interni e il guardaroba di “Mad Men”, con molti grembiulini e crestine da domestica in più. Vuol dire che si parlerà di bianchi e neri, terreno di scontro i servizi igienici: le padrone, che pure affidano alle serve i pasti familiari e la pulizia dei bambini, non tollerano di dividere con loro il bagno. Bisogna costruirne uno apposta nel giardino, e per evitare indebiti sconfinamenti Bryce Dallas Howard (la più stronza delle casalinghe non ancora disperate convenute per la partitella a carte) sigla il rotolo della carta. Intanto raccoglie soldi per i piccoli negretti africani, purché se ne stiano nella baracchetta loro. Lo spettatore si sente terribilmente superiore: ha la badante rumena, ma giammai si guarderebbe di raccogliere denari per i bambini lasciati in patria, al massimo li chiede in adozione. Puntualmente, gli stereotipi messi in scena per divertire lo spettatore sono anche più offensivi di quelli che intendono combattere. “I bambini adorano il grasso e vogliono gambe cicciotte a cui aggrapparsi”: ecco perché i pupi corrono dalla serva, sdegnando la madre vestita di tutto punto che sta per uscire e vorrebbe il bacio. L’intreccio di melassa e proclami egualitari viene aggravato dal personaggio di Emma Stone, evidente controfigura della scrittrice. Ha fatto l’università, è tornata in famiglia e non vuole sposarsi, preferisce lavorare. Mentre la mamma timidamente si informa – “esistono meravigliose cure a base di corteccia d’albero contro il lesbismo, sai” – trova lavoro in un giornale. Rubrica di consigli domestici (la titolare si è avvelenata con la lacca). Non sapendo bollire un uovo, chiede aiuto alla Mamie di turno. Poi arriva l’idea di scrivere un libro dal punto di vista della servitù. Impensabile allora, molto utile oggi, se stai cercando un’idea per un best seller. Questo è il vero tema del film: quante mamme (e vice mamme) una scrittrice è disposta a vendere pur di diventare famosa. 

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