BENVENUTI AL NORD

BENVENUTI AL NORD

L’Italia è una Repubblica fondata sul Mezzogiorno. Lo si capisce seguendo la parabola dei film-benvenuto (nei titoli di coda, già si annuncia allo spettatore un futuro “Benvenuti all’est). “Bienvenue chez le Ch’tis” era il capostipite francese: un impiegato postale del Midi, in punizione per aver finto una paralisi a scopo promozione, viene spedito al Pas de Calais. “Terra di manicomi, carceri e riformatori, e c’è gente che li passa tutti e tre”, spiegava in “Stella” la bambina indigena alla bambina parigina in vacanza. Il primo film-benvenuto capovolgeva la situazione, mandando un postino del nord nel profondo sud (e per quanto il primo sia un accademico del Gorgonzola, difficile che non gli abbiano mai detto del cielo, del mare e dei ritmi rallentati). Questo doveva essere il film raddrizzato, dove il sudista si convertiva alle bellezze e alla giovialità del nord. Invece, festa degli alpini a parte, è sempre il sud che vince. Al punto da cacciare il megadirettore delle Poste – Paolo Rossi con maglione alla Marchionne e programma E.r.p.e.s per incrementare la produttività (da qui la battuta “Gaspare Marchionne Baldassarre”). Al punto da far mettere nel nuovo mansionario dell’impiegato allo sportello una chiacchieratina sugli acciacchi e i fatti personali del cliente (viene in mente Adam Gopnik, in “Da Parigi alla luna” appena uscito da Guanda: dopo mesi di coatte conversazioni con la tintora, la portiera e il macellaio francesi, sentiva nostalgia per “la confortante solitudine della vita a New York”). A proposito di Poste: il piazzamento d’azienda (già nel film francese) è simpatico ma invadente. Non abbiamo mai visto nessuno sfoggiare il giubbetto fosforescente da postino per farsi una passeggiata (e neanche da decenni sentivamo più dire “Tira giù la cler”). Il sud vince e stravince, mentre noi invocavamo san George. Nel senso di Clooney, che ha riempito la penisola di capsule da caffè con relativa macchinetta, e qui ancora vediamo i napoletani scendere dal treno alla Stazione centrale con una moka gigante. La stessa famigliona pensa a una messa in scena quando vede una donna che guida il taxi, e si sbellica alla vista di un padrone che raccoglie la cacca del cane (tocca ai napoletani, se credono, protestare: noi siamo umili cronisti). Angela Finocchiaro è la più brava di tutti. Valentina Lodovini mostra sempre le tette, e fa venire il sospetto che siano nuove.

 

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