IL GATTO CON GLI STIVALI

IL GATTO CON GLI STIVALI

Non sono un po’ alti quei tacchi per un gatto?”. In effetti, anche a non misurare i centimetri che slanciano la coscia, l’amico di Shrek porta gli stessi cuissard in pelle nera che Julia Roberts sfoggiava in “Pretty Woman” (il film che dimostrò come qualunque donna, purché adeguatamente corteggiata e rifornita con carte di credito, possa innamorarsi senza pregiudizi di un bel miliardario). L’amico felino di Shrek: al ciuchino parlante speriamo nessuno dedichi mai un film intero, già come spalla comica è borderline tra simpatia e irritazione. Spremuto l’orco fino all’inverosimile – dopo il matrimonio da favola, la dura realtà: convivenza con i suoceri, scodellamento orchetti, vita di corte, perfino un universo parallelo dove la principessa Fiona è una virago, e il Gatto con gli stivali grasso e pigro come Garfield  – la DreamWorks racconta la storia del “marmalade cat” spagnolo, doppiato anche nella versione italiana da Antonio Banderas. Infanzia difficile con soggettiva dickensiana, quando il micetto entra all’orfanotrofio, e lì fa amicizia con Humpty Dumpty (doppiato da Zach Galifianakis, che si porta dietro tutto il nonsense di “Parto col folle” e “Una notte da leoni”, il primo e unico guardabile). Humpty Dumpty come lo sfortunato personaggio nella filastrocca di Mamma Oca:  il bambino uovo che cade dal muretto, e nessuno riesce a rimetterne insieme i pezzi. Come il personaggio che l’Alice di Lewis Carroll incontra in “Attraverso lo specchio, e quel che Alice vi trovò”, e subito discutono del significato delle parole. “Quando io uso una parola, significa esattamente ciò che io voglio che significhi”, dice la ragazzina. Humpy Dumpty non si stupisce e ribatte: “Quando faccio fare a una parola un simile lavoro la pago sempre un pochino di più”. Il Gatto non ancora fuorilegge e l’uovo cervellone stringono amicizia, prima di un litigio che li separerà. Sognano imprese truffaldine, sempre con le favole sullo sfondo: la gallina dalle uova d’oro, i fagioli magici. “C’è anche una gatta, Kitty zampe di velluto”: il nostro è seduttore, ballerino, spadaccino, gran slappatore di latte, usa sempre come arma segretissima gli occhioni sgranati (mentre tiene il cappello in mano e fissa l’interlocutore). Fuma volentieri l’erba gatta, con la scusa “è per il mio glaucoma”. Se ci portate i bambini, questa battuta gliela dovete spiegare.

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