ANCHE SE E’ AMORE NON SI VEDE

ANCHE SE E’ AMORE NON SI VEDE

Danni da Film Commission, ogni regione italiana vuole la sua. Che bisogno c’era, a parte le lusinghe e gli aiuti della locale commissione, di deportare i siciliani Ficarra e Picone sulle rive del Po? Erano stati bravissimi, in “La matassa”, a inventarsi un inseguimento nella metropolitana di Catania, in esercizio dal 1999 per la bellezza di quattro chilometri scarsi e sconosciuta ai più. A Torino perdono un bel po’ di grinta, e il resto probabilmente lo fa il siluramento del regista Giambattista Avellino: aveva lavorato con loro anche in “Il 7 e l’8”, divertente commedia su due neonati scambiati alla nascita da un infermiere vendicativo che ha mancato di un numero la vincita alla lotteria, e aveva diretto “C’è chi dice no”, lo stalking applicato ai raccomandati. Prima le cose buone. La scena sull’autobus bloccato nell’ingorgo è uno splendore per tempi e battute, grazie al tormentone dei poliziotti che zittiscono automobilisti e clacson quando i nostri devono parlare al telefono. E’ così bella che uno si domanda: ma non si sono accorti che nel resto del film gli sceneggiatori hanno lavorato con il freno a mano tirato? (o magari con la testa su altri copioni, oppure riuniti in comitato che a furia di mediare finisce per spegnere la forza degli attori e delle situazioni). In trasferta piemontese – senza famiglie, senza la forza dei caratteristi, senza la bella idea dell’agenzia matrimoniale per immigrati, nel vuoto penumatico che vede Ficarra e Picone alla guida di un pulmino turistico – la comicità si ammoscia. Anche perché i due, che pur son bravi, tentano la commedia sentimentale. Salvo il belloccio fidanzato assillante che ti chiama “amore” e ti regala cuoricini fino a farti venire la depressione (la sfortunata è Ambra Angiolini, secca come un chiodo e hostess di mestiere, giusto per sfoggiare una  divisa verde Alitalia: per un attimo pensiamo a una serie come “Pan Am” e la depressione contagia anche noi). Valentino il nasuto assume guide turistiche straniere di coscia lunga, incapaci di distinguere la Mole Antonelliana dal Parco del Valentino. Son bravi (professionalmente) nel botta e risposta cavilloso alla siciliana. Molto meno a corteggiare le ragazze, chiedendosi se l’amicizia può diventare amore (“in Italia no, da noi non usa”). L’oca bionda e il fidanzato americano sono sotto il minimo richiesto a un personaggio.

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