LA PEGGIORE SETTIMANA DELLA MIA VITA

LA PEGGIORE SETTIMANA DELLA MIA VITA

Si maltrattano gravemente le vecchiette. Si toccano le tette a Monica Guerritore, madre della futura sposa, sbagliando stanza e scambiandola per la fidanzata (molti complimenti alla signora – “se non son rifatte” – al tavolo della colazione dove l’imbarazzo si potrebbe scolpire con il coltellino del burro). Si strapazzano cani con nomi da cristiani, festeggiati il giorno del compleanno con l’immangiabile gulash della padrona di casa. Siete avvertiti. Del resto la serie britannica “The Worst Week in My Life” (dal 2004, due stagioni da sette episodi, più uno speciale natalizio in tre puntate) circola con la targa: “A comedy of embarassment and errors”. Segno che chi l’ha scritta aveva presente la “comedy of manners” – dalle commedie di Shakespeare a Oscar Wilde, ai recenti “The Office” o “Modern Family” – e l’ha incrociata con la legge di Murphy: “Tutto quel che può andar male andrà male”. Completa di corollario: “Quel che non può andar male, andrà male lo stesso”. Finalmente si ride, non solo per l’incomprensibile gomitolo di parole sputacchiato da Alessandro Siani, il testimone dello sposo, ogni volta che apre bocca. La scena si svolge sul Lago di Como, e anche a non essere leghisti un po’ di novità lacustre non fa male. Alessandro Genovesi aveva scritto per Gabriele Salvatores la sceneggiatura di “Happy Family” (da un suo copione teatrale). Meglio tardi che mai, capiamo che il problema in quel film era il regista, scarso della prontezza utile alla comicità. E gli attori, diretti come se stessero recitando chissà quale dramma: a ripulire un po’ dai birignao Fabrizio Bentivoglio ha provato Francesco Bruni in “Scialla! (Stai sereno)”, ma son proprio incrostati. Fabio De Luigi è lo sposo, con al seguito una pazza che vuol mandare a monte il matrimonio, per la scopata di una notte mai dimenticata. Antonio Catania e Monica Guerritore i genitori della sposa (quelli dello sposo sono una sorpresa prima del finale). Cristiana Capotondi è la fidanzata. Non sembra di avere registrato battute su Berlusconi, e neanche sui precari. Da qui l’accusa di “film fuori dal mondo” (ma davvero credete che alle prove della cerimonia i fidanzati parlino di Tremonti?). A proposito: il regista Alessandro Genovesi veste la tonaca del prete che non tollera ritardi.

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