MATRIMONIO A PARIGI

MATRIMONIO A PARIGI

Massimo Boldi, imbonitore su TeleLecco Sat dove promuove il materasso “Dormi e Ciula”, si fa la sua via crucis durante il primo quarto d’ora. Prima le parti basse asciugate con il phon (ha la peggio l’asciugacapelli, ne esce davvero malconcio), poi il bassottino scodinzolante scambiato per un piedino di fanciulla, infine la ricerca affannosa di un bagno a Parigi, in una casa-barcone. La marea è bassa, per un attimo temiamo il livello dell’acqua che si alza dopo la pipì, ma il pericolo è scampato. Noi però cominciamo ad avere il dubbio: siamo così assuefatti al pecoreccio che ormai suggeriamo le scene? Più avanti, il lato B di Massimo Boldi sarà insidiato da una maschera di Pinocchio con il naso in erezione. Finalmente, pagati i pegni con il pubblico natalizio, “Matrimonio a Parigi” può cominciare. Sorpresa: va via veloce, accumula gag, spara battute con ritmo sconosciuto ai cinepanettoni. Fa bene a Massimo Boldi essere tornato tra le tv ruspanti, come quando faceva Max Cipollino. E fa bene al film “prepanettone” aver arruolato Anna Maria Barbera alias Sconsy. L’attrice non vuole essere identificata con il personaggio, ma la venditrice di lingerie con una passione per gli abiti da sirena che ricordano la Mabilia dei Legnanesi (quella di Tony Barlocco, che parlando del suo lamé diceva al corteggiatore “ogni burro ha la sua carta”) ha lo stesso modo di parlare, uno svarione dopo l’altro. Da “abbackingham palace” a “un abito da sangria”, quando le dicono che l’abito da cocktail costa troppo. Si concede anche un defilé alla “Pretty Woman”, con Boldi che guarda dalla poltrona e paga il conto. La commedia racconta evasori fiscali quasi totali, con mogli vallette e un debole per la finanza acrobatica. E di un finanziere napoletano integerrimo al punto da multare la propria consorte, se non dà ai clienti lo scontrino fiscale. Accade a Parigi, si devono frequentare perché i figli si stanno innamorando e per un disguido di prenotazioni condividono la stessa suite. Vale la legge dei panorami parigini: da qualunque finestra si vede la Tour Eiffel. Ma la signora di provincia ha le sue idee: “La facevo più slanciata”. Cameo simpatico per Rocco Siffredi, nella parte di uno stilista con sciarpetta multicolore che agli aperitivi di gala serve le patatine dello sponsor. E insidia Massimo Ceccherini dai lunghi capelli argentati.

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