AMICI DI LETTO

AMICI DI LETTO

Terza commedia che racconta le conseguenze della “friendship with benefits”, detta anche – in conversazioni più informali – relazione “fuckbuddy”. Non esisteva come modello sperimentato ai tempi di “Harry, ti presento Sally…”: i due hanno una scivolata verso le lenzuola, senza averlo stabilito con giuramento sull’iPad applicazione Bibbia, poi subito si ricompongono e le rose fioriranno molto più tardi. Basta però per avanzare nel territorio più delicato delle scaramucce tra i sessi: a letto, tra amici, si dicono cose che con un progetto di fidanzamento in testa non si pronuncerebbero mai. Per Harry e Sally la questione era: “Quanto tempo dovrò stare qui a coccolarla dopo aver fatto l’amore, per non farla sentire abbandonata? Basteranno trenta secondi?” (la mano di lui intanto mira alla testa di lei, quel genere esatto di grattino che si fa ai cani). Per Mila Kunis e Justin Timberlake è il seguente scambio di battute. Lei, disinvolta: “Tieni pure accesa la luce, non mi importa se mi vedi la cellulite o i rotoli sulla pancia”. Pronta risposta di lui: “Credo che terrò addosso i calzini, tanto non voglio fare buona impressione”. Si imparano anche altre cose da “Amici di letto”, che spesso e volentieri fa il contropelo alla solita commedia romantica (quella dove i due si innamorano prima di scopare, per intenderci). “Perché non fanno mai vedere cosa succede dopo?”, chiede lei. “Lo fanno, si chiama porno”, risponde lui. Non lo scopriamo adesso, che il porno delle donne è la commedia romantica: ma avere una battuta di film per dirlo evita noiose discussioni a cena. Ci sarebbe un terzo tipo di commedia romantica, scomparso e resistente a qualunque tentativo di rianimazione: quella dove i due litigano furiosamente prima di cadere giù da un scheletro di dinosauro (in Italia si chiamava “commedia sofisticata”, geniale traduzione di “screwball comedy”). Dirige Will Gluck, regista di “Easy Girl”, film sparito dalle sale troppo presto perché scattasse il passaparola: una ragazza si fingeva non più vergine per darsi un tono, e finiva nei guai (il più divertente: gli imbranati della scuola le offrivano soldi per simulare una seduta di sesso selvaggio, rialzando le proprie azioni). Splendidi Patricia Clarkson (mamma sessantottina), Richard Jenkins (genitore con l’Alzheimer), Woody Harrelson gay sbrigativo e old fashion: da rimorchio al club, non da famiglia e diritto all’adozione.

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