THIS IS ENGLAND

THIS IS ENGLAND

Meglio tardi che mai. “This is England” è del 2006, premiato alla prima Festa del Cinema di Roma. Da allora il regista ha fatto in tempo a ricavarne una serie tv, “This is England ’86”: le quattro puntate (iniziano tre anni dopo la fine del film) sono andate in onda nel settembre 2010 su Channel 4. Va quindi reso omaggio alle Officine UBU che distribuiscono questo bellissimo film da vedere prima che sparisca dalle sale, scalzato dai nuovi arrivi veneziani. E però nello stesso tempo ci si chiede: come mai tutti piangono miseria, dicendo che non c’è pubblico per i film di nicchia, che la gente ormai va a vedere solo commedie (per giunta di sabato sera, gli altri giorni le sale sono deserte), che il mercato si restringe e il duopolio impera, mentre con frequenza impensabile fino a dieci anni fa assistiamo alla nascita di nuove ditte che distribuiscono pellicole a basso costo e buone idee? I conti non tornano, evidentemente qualcuno non la racconta giusta. Nel 1983, epoca di “This is England”, gli skinhead erano già ribelli e non ancora nazisti. Erano bravi ragazzi capaci di consolare un ragazzino che aveva perso il padre nella Guerra delle Falkland ed era sfottuto dai compagni per i suoi ridicoli pantaloni a zampa di elefante. Nel gruppo – prima che arrivi Combo a rovinare tutto – il dodicenne Shaun evita la noia dei pomeriggi estivi. Oltre che un dress code di bretelle e scarpe Dr. Martens. La scena in cui se le compra, contro il volere della mamma, mostra tutta la bravura di Shane Meadows: un regista che sa raccontare gli adolescenti sfigati con dialoghi scritti benissimo, del tutto privi di ideologia e sentimentalismi alla Ken Loach (lo ha fatto anche in “Ventiquattrosette”, “C’era una volta in Inghilterra” e “Somers Town”, senza riuscire a conquistare fuori dall’Inghilterra gli spettatori che merita, peccato). Trova anche l’amore, baciando con baldanza una ragazza dark più grande di lui (nella compagnia, che si riunisce in un vecchio edificio, sono ben rappresentate tutte le culture giovanili del periodo, bianche e colorate). Finché Combo, uscito di galera, comincia a predicare le teorie razziste del National Front, incompatibili con la presenza di ragazzi giamaicani. Thomas Turgoose, dodicenne al suo primo ruolo (lo manterrà anche in tv), ha un gran talento e una simpatia che fa innamorare.

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