COME AMMAZZARE IL CAPO… E VIVERE FELICI

COME AMMAZZARE IL CAPO… E VIVERE FELICI

Commedia di maschi contro commedia di femmine, questa settimana (le altre uscite, in testa “Conan the Barbarian” in 3D e gli altri a scendere nella scala delle scartine estive, si possono trascurare). I maschi lavorano – mentre le femmine pensano al matrimonio – quindi è lì che si consumano i drammi. Uno ha un boss a dir poco sadico, che contesta un minuto di ritardo: l’orribile è Kevin Spacey, sibilante come Sir Biss nel “Robin Hood” di Walt Disney. L’altro subisce figlio del bravo padrone appena morto, pronto a licenziare l’impiegata incinta o l’impiegato in carrozzella appena prende in mano l’azienda: l’orribile è Colin Farrell, unticcio, pelato, con una passione sfrenata per le camicie a fiori con le maniche corte e una casa zeppa di kitsch orientale. Il terzo, igienista dentale, subisce le pesantissime avance della dottoressa ninfomane: l’orribile è Jennifer Aniston con i capelli neri, che leva i pantaloni ai pazienti sedati e vorrebbe levarli anche all’assistente (ricattabile perché sorpreso di notte a fare pipì nelle vicinanze di un parco giochi e quindi schedato come pedofilo). Soluzione 1: cambiare lavoro (a dissuaderli arriva il compagno di scuola che di tutti ha avuto più successo, reduce dal crollo della Lehman Brothers: ora propone prestazioni sessuali a prezzi modici nei bagni del bar). Soluzione 2: farli fuori tutti e tre, scambiandosi le vittime in modo da non avere movente. Insegna la lezione Alfred Hitchcock, in “Delitto per delitto”, ma le somiglianze finiscono qui. I tre aspiranti assassini  sono piuttosto imbranati, e quando leggono su Internet “wet work, esclusi vecchi e bambini” pensano di aver trovato il killer adatto, per di più con un’etica. “Wet work” sta infatti per ammazzamento discreto, ricalcato sul gergo del Kgb, con riferimento al sangue che schizza. Sfortunatamente i nostri incappano in un altro tipo di wet worker: un tizio che piscia a pagamento sui clienti che ne richiedono i servigi. Partono così i primi soldi (e non ci sono dubbi sul tipo di comicità del film, non adatto ai bambini ma piuttosto divertente, come era “Una notte da leoni, prima puntata”). Partono così i primi soldi, dei pochi che il gruppetto possiede. E come seconda mossa, in un bar malfamato, entra in scena Jamie Foxx, alias Motherfucker. Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis sono bravi, e la sceneggiatura regge, nelle sue assurdità.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi