CAPTAIN AMERICA: IL PRIMO VENDICATORE

CAPTAIN AMERICA: IL PRIMO VENDICATORE

Abbiamo studiato quando ci dicevano di farlo perché nella vita poteva servire: la storia della letteratura, la storia della filosofia, un po’ di matematica. Non sapevamo che da grandi saremmo stati interrogati su una sola cosa: la storia dei supereroi, Marvel e non. Autori, disegnatori, citazioni che al confronto i poeti minori dell’Ottocento italiano sono facili da mandare a mente. Intrecci e filiazioni che avrebbero messo in crisi anche Gregor Mendel. Classificazioni che avrebbero fatto venire il mal di testa a Linneo. Metalli e altri elementi non previsti dalla tavola di Mendeleev. Risentimenti sfuggiti a Nietzsche. Poteri e trasformazioni in gara con “Le metamorfosi” di Ovidio. Solo le trame son più semplici, e così abbiamo sprecato anche le settimane passate a studiare Vladimir Propp che smontava le fiabe. Un nemico e un aiutante magico bastano per la storia più redditizia del cinema, da riproporre con minime variazioni. Avevamo visto “Captain America” – nel senso del fumetto – solo tra le mani di poliziotti americani che lo leggevano seduti di traverso sulla moto, mentre i cattivi sfrecciavano. Accadeva nei film anni Settanta, dove i poliziotti erano la stupidità fatta personaggio (come saranno poi gli agenti dell’Fbi), e le loro letture erano considerate sospette se non destrorse. Lo ritroviamo in questo film di Joe Johnston, che fa da megatrailer a “The Avengers”, dove ritroveremo l’eroe con il costume a stelle e strisce in compagnia con Hulk, Thor, Nick Fury e Iron Man (esce il 4 maggio 2012: non solo moriremo di supereroi, ma ci dicono anche la data precisa). I problemi temporali sono brillantemente risolti – per ora “Captain America” ha la stessa età del padre di Iron Man, ovvero l’inventore Howard Stark, e l’attore è Dominic Cooper con i baffetti, mentre il figlio sarà di nuovo Robert Downey Jr. (non siamo noi che siamo studenti pigri, la materia è ostica tranne per chi si faceva bocciare a scuola ma sui fumetti sa tutto, beato lui). L’eroe patriottico nasce nel 1941, sulla copertina del primo albo sferrava un pugno a Hitler. Qui, dopo un esperimento di laboratorio, da gracilino che era mette su muscoli e combatte il nazismo magico di Hydra. Prima però viene arruolato – con un costumino e una mascherina in lana – per vendere obbligazioni e tenere alto il morale dei militari al fronte.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi