PAUL

PAUL

Roswell, vi dice nulla? Lo schianto nel Nuovo Messico, anno 1947, che per il governo americano riguarda un pallone sonda e per gli ufologi o i complottisti (le due categorie spesso si confondono, e bisogna aggiungere tutti quelli che sono stati rapiti dagli extraterrestri per subire torture sessuali o innesti dentari) riguarda un disco volante guidato dagli alieni. Tipi alti circa un metro, con la testa grossa, che furono subito sottoposti ad autopsia, mentre i testimoni venivano fatti tacere. Esiste anche il filmino, sostengono gli oltranzisti come Ray Santilli: nel 1991, mentre cercava vecchi video di Elvis Presley (un altro che poveretto ha un fan club dove abbondano i fuori di testa), trovò l’alieno sezionato. Purtroppo i telefoni e le prese elettriche immortalate non erano degli anni ’47, e nemmeno i gesti sembravano quelli di un chirurgo che impara alla lezione di anatomia. Paul – alto poco più di un metro, superdotato, con pantaloni bassi sui fianchi e una passione per le canne – sarebbe secondo il regista Greg Mottola uno di quegli alieni. Ormai americanizzato – beve la birra senza più sbronzarsi come E.T., mangia junk food quando non resuscita uccellini per divorarli vivi – e con un lavoro sicuro: fa il consulente per Steven Spielberg (il regista partecipa in voce alla versione originale) e per le serie televisive tipo X-Files. E’ identico agli extraterrestri stampati sulle magliette, in fuga perché i piani del governo sono cambiati. E vuole tornarsene sul pianeta casa. Lo aiutano due giovanotti inglesi appena usciti dal Comic-Con di San Diego – nella vita scrivono e disegnano fumetti, protagoniste aliene con tre tette. Fine dell’invenzione, cominciano le imitazioni, da “Star Trek” a “Incontri ravvicinati del terzo tipo” all’episodio di South Park dove i quattro ragazzini temono i viaggiatori venuti dallo spazio con le sonde anali (Paul smentisce, solo cattiva stampa, mai si sognerebbe una simile schifezza). Il magro Simon Pegg (visto in “Burke and Hare - Ladri di cadaveri” di John Landis) e il pingue Nick Frost erano insieme in “Spaced”, serie comica di fantascienza, e in “L’alba dei morti dementi” (stesso meccanismo applicato all’horror, funzionava meglio). Kristen Wiig – la vedremo in “Bridesmaid”, ultimo titolo uscito dalla factory di Judd Apatow – indossa una maglietta con Gesù che spara a Darwin e la scritta “Evolve this!”.

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