MACHETE

MACHETE

Machete non manda sms”, precisa con faccia di pietra Danny Trejo, quando gli chiedono di avvertire con un messaggino: “La strage l’hai fatta?”. “Alla chiesa per la sparatoria ci sei già stato? E non avrai mica dimenticato di sforacchiare i crocifissi?”. “Già ti sei buttato giù dalla finestra del terzo piano con la più schifosa fune che si possa immaginare?”. Machete è una macchina da guerra, apparso in uno dei finti trailer nell’intervallo di “Grindhouse”, (firmato da Quentin Tarantino assieme al socio Robert Rodriguez) mentre apriva il giaccone di pelle mostrando armi da taglio seghettate e no. Ne fa buon uso in questo film, che inverte l’ordine naturale delle cose cinematografiche – prima il film, poi le scene migliori nel “prossimamente su questi schermi”, e qualche volta son fatti così bene che la pellicola intera è una delusione, le poche battute divertenti le abbiamo già sentite – per deliziare gli amanti della serie Z cinematografica. Ma è così estremo, oltraggioso, girato con passione, astuto nella sceneggiatura, che ci sentiamo di consigliarlo anche a chi non si è divertito per niente vedendo “Planet Terror” (e aspettiamo che altri trailer siano sottoposti alla stessa cura). Machete è un ex agente federale messicano, da tutti creduto  morto dopo uno scontro con Torres il boss della droga. Prima scena sanguinaria, prima strage, prime sghignazzate: chi resta serio davanti a certe scene merita di vedere Jean-Luc Godard fino alla fine dei suoi giorni. Il guerriero sta nascosto oltre confine, tanto bene che i poliziotti americani lo credono un immigrato clandestino. Di quelli che finiscono nelle retate, se sono fortunati. O vengono arruolati da politici ingegnosi per uno scherzetto da campagna elettorale mirata alla conquista degli elettori bianchi e ricchi. Il senatore è Robert De Niro, in una parte trash finalmente prevista dal copione (non di quelle in stile “Manuale d’amore 3” di Giovanni Veronesi: il trash abbonda ma tutti lodano il mitico attore di Hollywood che palpeggia le tette di Monica Bellucci). Dopo una serie di giochetti non del tutto riusciti, Robert Rodriguez ritrova la grinta di “El Mariachi”, girato nel 1992 con un pugno di dollari. Il genere prevede almeno una bella donna spogliata (ma intelligente). Meglio due. In questo gioiellino tex mex sono Jessica Alba e Michelle Rodriguez, non ci possiamo lamentare.

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