THE NEXT THREE DAYS

La differenza tra vita e finzione sta nel fatto che nei romanzi si fa molto l’amore e nascono pochissimi bambini, nella vita è il contrario”. Lo sostiene David Lodge, scrittore inglese cattolico che presta al protagonista del suo romanzo “E’ crollato il British Museum” una seria preoccupazione per il controllo delle nascite. Invece di stare con la moglie, trascorre il suo tempo in biblioteca, ricavandone leggi letterarie. “Perché nei romanzi ci sono così poche colazioni e così tante cene?”, chiede la poliziotta letteraria Thursday Next in un romanzo di Jasper Forde (non ricordiamo esattamente il titolo, sono parecchi, tutti divertenti e tutti pubblicati da Marcos y Marcos). Pronta risposta: perché una conversazione tra le fette biscottate e il caffelatte non serve per mandare avanti una storia. Sono molto più utili – e divertenti – le chiacchiere serali in abito da sera, magari davanti a una bottiglia di champagne. In realtà, a una cosa le colazioni servono, perlomeno nei film: illustrano l’armonia familiare squassata da un evento ingovernabile (la misura dell’ingovernabilità è data dalla scodella di cereali che va in frantumi; quando è al rallentatore, sotto gli occhi del piccino che stava affondando il cucchiaio, sono guai veri). All’ora del breakfast, la vita del professore di letteratura Russell Crowe viene sconvolta da una squadra di poliziotti che gli arrestano la moglie. Dicono che ha ucciso il suo capo, con cui aveva furiosamente litigato il giorno prima. Sulla scena del delitto, le impronte digitali della signora. Sui vestiti, macchie di sangue compatibili. E’ il remake di “Pour elle”, un noir francese del 2008 ora riscritto e diretto dal Paul Haggis di “Crash” e “Nella valle di Elah”. Non facciamo parte del suo fan club. Almeno, quando scrive in proprio, con il carico delle sue multiculturali e pacifiste convinzioni: la sceneggiatura di “Agente 007 - Casino Royale” non era niente male. Qui non gli riesce neanche il thriller. Il professore infatti, dopo aver tentato di far liberare la consorte per vie legali, cerca di tirarla fuori dal carcere con la forza bruta. E con certe ricerche su Google ridicole come quelle del ragazzino in “Hereafter” di Clint Eastwood. Citazioni dal Don Chisciotte e certi flashback in bianco e nero utili a mettere in cattiva luce la prigioniera – che sembra passare il tempo dal parrucchiere – non aiutano a sospendere l’incredulità.

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