NON LASCIARMI

Mark Romanek aveva già dimostrato un certo talento nel “ramo inquietudine”. Così si esprimerebbe l’agente delle assicurazioni C. C. Baxter doppiatori italiani “cicci” e in inglese “sissy” (femminuccia), l’attore è Jack Lemmon – nell’“Appartamento” di Billy Wilder (ogni tanto capita di rivedere vecchi film in bianco e nero, e trovarli perfino più geniali di quel che ricordavamo). Nel 2002 aveva girato “One Hour Photo”, strappando per un po’ Robin Williams ai ruoli che vincono le pernacchie d’oro e giocando astutamente sulla formula: ma cos’hanno in comune tutte le vittime del serial killer? Da regista che sa il fatto suo, Romanek interviene su “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro riducendo il romanzo all’essenziale, grazie alla secca sceneggiatura di Mark Digby (aveva scritto “The Milionaire” per Danny Boyle). Detto tra noi, senza farci sentire dai numerosi fan che leggono la fantascienza solo se d’autore anglo-giapponese nato a Nagasaki, chiudendo un occhio quando l’autore avanza impacciato su un terreno non suo: ha levato di mezzo l’introspezione che zavorrava il romanzo (volendo fare un confronto, esce da Einaudi). Sempre tenendosi a debita distanza da orecchie suscettibili: le lentezze e i silenzi di un film come “Quel che resta del giorno” (sempre Kazuo Ishiguro ma diretto da James Ivory, con Anthony Hopkins e Emma Thompson ) furono ampiamente sopravvalutati. Non bisogna spiegare e commentare tutto con dovizia di aggettivi. Lo spettatore non idiota capisce da solo che nel collegio di Hailsham qualcosa non va (no, non soltanto per la preside Charlotte Rampling, passata da ruoli di matura ma seduttrice a ruoli di femmina che spaventa pure i pedofili, vedere per credere “Perdona e dimentica” di Todd Solondz). L’arrivo mensile di fumetti e altri vecchi giocattoli sarebbe un po’ poco anche in tempo di guerra, e contrasta con bambini peraltro ben accuditi. La canzone “Never let me go” è troppo sfuggente anche per allievi che hanno solo l’iniziale del cognome. La raccolta dei disegni fatti dai ragazzini è troppo avvolta nel mistero per essere soltanto una raccolta di disegni. I recinti e le isegnanti che all’improvviso spariscono non sono mai un buon segno. A Hailsham si conoscono Kathy, Ruth e Tommy: da grandi saranno Carey Mulligan, Keira Knightley e Andrew Garfield, bravissimi.

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