GNOMEO E GIULIETTA

Confessiamo un’insana passione, di molto precedente al film, per i nanetti da giardino. Come quelli che nel “Fantastico mondo di Amélie” di Jean-Pierre Jeunet vengono sottratti alla prigionia e mandati in amene località, da cui spediscono cartoline con i saluti (ritorneranno abbronzati a dovere). Seguiamo le iniziative dei vari comitati di liberazione nanetti da giardino: gli attivisti giurano di sentire i lamenti della terracotta dipinta, da liberare nottetempo lasciando i carcerieri con un palmo di naso. Seguiamo gli strazi dei padroni orbati dei nanetti, capaci di scrivere lettere ai giornali come se gli fosse morto un parente. Siamo dunque totalmente conniventi con un regista che prende Shakespeare e ambienta la storia di Romeo e Giulietta tra il giardino dei nanetti rossi e il giardino dei nani blu, confinanti e acerrimi nemici al pari dei rispettivi padroni. I piccioncini si conoscono mascherati – Giulietta con il passamontagna ha appena esibito le sue doti guerriere – e al disvelamento sono guai. Kelly Asbury, regista di “Shrek 2”, non si lascia sfuggire neanche un dettaglio kitsch. C’è il nanetto che pesca sempre lo stesso pesce (e quando il pesciolino viene liberato va miseramente a fondo). C’è il nanetto che prende il sole con il costume di Borat. C’è il fenicottero da giardino, separato dalla sua fenicottera e con una gamba spezzata. C’è Bambi. C’è la ranocchia che fa da nutrice. C’è un commando di margheritine con bomboletta di pittura spray. Ci sono i tosaerba, più o meno truccati, con cui i nanetti organizzano gare all’ultimo ribaltamento. C’è il funghetto che, non avendo la parola a differenza delle altre figure di terracotta (tutti quanti, come in “Toy Story”, parlano e si muovono solo quando gli umani girano le spalle), si spiega a gesti. Bellissima la colonna sonora. Leggi: il repertorio quasi completo di Elton John (il nano che lo imita è semplicemente fantastico, con occhialoni di strass e anelli ha qualcosa del venerato maestro Liberace) e Lady Gaga per i duetti (“Shrek 2” finiva con un gran ballo su “La vida loca”). Molte le citazioni dai film d’azione e di passione, “Terminator” o “Twilight”. La versione originale aveva battute raffinate come: “May he rest in pieces” (sarebbe: “May he rest in peace”, riposi in pace, ma i nanetti muoiono quando vanno in pezzi). Il doppiaggio italiano – ideona! – la butta sui nanetti del nord e quelli del sud.

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