HOLY WATER

L’audace colpo dei soliti ignoti ai tempi del Viagra. Pare che la Pfizer, casa farmaceutica produttrice della magica pillola blu, non abbia gradito (“Siamo un’azienda seria che fa bene all’umanità curando brutte malattie”, dicono; restano da convincere le signore che ingannano il tempo durante le lunghe prestazioni coniugali o adulterine pensando la lista della spesa). Mentre non ha avuto niente da ridire su “Amore e altri rimedi” di Edward Zwick, liberamente ispirato alle memorie di un suo venditore diventato ricco con le percentuali. Dev’essere la differenza – altro non si rileva, dopo accurato esame del caso – tra Hollywood e una commediola irlandese come “Holy Water” (anche dal punto di vista: “Faccio causa alla produzione e mi becco un sacco di soldi per danni morali”). O quella che passa tra la leggiadra coppia di innamorati Anne Hathaway (malata di Parkinson luminosa e splendente) e Jake Gyllenhaal, e sul fronte più sfigato un gruppo di irlandesi nullafacenti e bruttarelli. Il postino appena licenziato, i vecchietti che bevono Guinness immaginando il proprio funerale, i gestori di un albergo dove nessuno alloggia mai, un giovanotto che vuole fuggire in Inghilterra, il prete con la passione per la bottiglia e uno scarsissimo rispetto per il segreto confessionale. Poiché il Viagra si fabbrica in Irlanda, decidono di assaltare il camion pieno di pillole. Le rivenderanno in Olanda. Nel giro di un paio d’ore, hanno alle calcagna le guardie di sicurezza arrivate dagli Stati Uniti, dimenticando a casa il senso dell’umorismo. Sorpresa: nella parte dell’ispettrice capo troviamo Linda Hamilton, che era l’eroica Sarah O’ Connor in “Terminator”. Il bottino ammonta a 63 milioni di dollari, la ricompensa per chi offre informazioni sui criminali è pari a due milioni, molto più di quanto la scalcagnata banda pensava di ricavare dal colpo. I bidoni con le pasticche finiscono nel pozzo benedetto (sta di guardia una Madonnina), fino a quando la meravigliosa medicina finisce nell’acquedotto e comincia a fare i suoi effetti. I villici smettono con la birra scura e si buttano sulle caraffe d’acqua. Siamo nel filone “vecchietto che vince alla lotteria e muore d’infarto”, “casalinga che coltiva marijuana”, “anziane signore che si mettono nude sul calendario”. Gente di campagna, mutande da merceria  e buone battute.

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