MANUALE D’AMORE 3

Esagerato. Per contratto non sta bene sparlare del film che si è appena girato, specialmente se ti intervistano i giornalisti del paese dove lo hai appena girato e lo stai promuovendo da RaiUno a RaiTre. E dove i giornalisti, pur di respirare dieci minuti la stessa aria di Robert  De Niro, considerato cosa nostra, rinunciano in partenza a qualsiasi domanda non solo vagamente critica, ma addirittura sensata. Scopriamo così che il cinema italiano è sottovalutato, e che commedie come “Manuale d’amore 3” non hanno niente da invidiare alle commedie hollywoodiane. Speravamo di poter fare la battuta “purché come termine di paragone uno prenda l’inguardabile ‘Vi presento i nostri’, dove De Niro ingoia per sbaglio un viagra per cardiopatici detto Sustengo e viene curato dal priapismo con un’iniezione nel pisello”. Purtroppo non la possiamo fare: tra un film di Giovanni Veronesi e la più idiota storiaccia di Hollywood c’è ancora molta distanza, tutta a sfavore dell’italiano. C’è da chiedersi perché uno come De Niro debba implorare: “Dirigimi” all’indirizzo del regista Giovanni Veronesi, che poi racconta tutto a Ciak, non dimenticando le cene insieme, le strette di mano, la timidezza di Valeria Solarino, l’educazione del grande attore e una serie di altre amenità che fanno solo pensare: “Ma quanto gli hanno dato per compenso?”. E l’accoppiata Festival di Sanremo-Fabio Fazio era già compresa nell’accordo? A Repubblica, Robert De Niro confessa che dietro l’irripetibile incontro artistico – già a Hollywood stanno impastando il cemento per le impronte, ed eccezionalmente faranno anche il calco alle poppe di Monica Bellucci – c’è un agente immobiliare, ex attore per Dino Risi e suo amico da trent’anni. Siamo rassicurati, almeno non sono andati per vie di servizio, con proposta all’agente e invio del copione (l’italianità è salva). Anche Carlo Verdone racconta, ed è tutto un “quanto è umile”, “quanto non se la tira”, “quanto è cortese”, cosicché viene l’atroce dubbio. Non è che Robert De Niro semplicemente si comporta da persona educata, e l’effetto prodigioso viene dal contrasto con i capricci dei registi e degli attori italiani? Rispetto ai primi due film della serie, “Manuale d’amore 3” è in caduta libera. Tre episodi (Giovinezza, Maturità, l’orribile Oltre, perché nessuno spettatore possa chiamarsi fuori), e tutti insulsi.

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