LE CRONACHE DI NARNIA – IL VIAGGIO DEL VELIERO

Quando una saga è nuova di zecca, si cerca di lanciarla con un bel dibattito. Quando la saga è vecchia e stanca, si cerca di rianimarla con un bel dibattito. “Le cronache di Narnia” sono un mirabile esempio. La prima puntata della trilogia era accompagnata dalla domanda: “Sarà un’allegoria cristiana? Ci vogliono dire qualcosa con quel leone che prima muore e poi risuscita?”. Certo che era un’allegoria cristiana, neanche serviva un detective per scoprirlo. C. S. Lewis si era convertito al cristianesimo, la teologia entrò nei sette libri (ma è difficile che i film arrivino a tanto) assieme a un po’ di paganesimo e a un po’ di fiabe. Ma con la resurrezione saldamente al centro. Arrivati alla puntata numero tre, con successo senz’altro inferiore ai film di Harry Potter (un po’ poco, viste le 47 lingue in cui la saga dei Pevensie – bravi ragazzi in questo mondo, principi e principessine nel mondo parallelo – è stata tradotta, e i cento milioni di copie vendute dal 1950 a oggi), il dibattito riprende più o meno sugli stessi temi, con toni più accesi. “Il leone Aslan non è Cristo” ha dichiarato Liam Neeson in conferenza stampa, aggiungendo: “Ha qualcosa di Maometto, di Budda, di tutti i grandi profeti e di tutte le guide spirituali che il mondo ha conosciuto”. Gli ha risposto sul Daily Mail William Oddie, ex direttore del Catholic Herald, dando dello stupido a Liam Neeson, per vergognoso e maligno travisamento delle intenzioni di C. S. Lewis. Cerca di far da paciere un contributo al sito HollywoodJesus, per metà appartenente alla Grace Hill Media, l’agenzia di pubbliche relazioni che gestisce il sito NarniaWeb. Tesi: i romanzi, o le allegorie, o le favole di Lewis circolano da 60 anni, e non possiamo cambiare idea adesso, facendolo diventare un pericolo per la gioventù che cresce e l’esponente di un sincretismo New Age. Per di più, “Il viaggio del veliero” risulta assolutamente fedele (nel senso dell’adattamento). Anzi è il più fedele dei tre usciti finora. Il dilemma religioso viene chiuso così: “Le storie di Narnia sono importanti per chi crede, e non hanno mai combattuto lo scetticismo o la ragione”. Sul dilemma cinematografico si tace, ma la verità è questa: il leone pare di pezza, i fratelli Lucy, Edmund, Susan, Peter sono leziosi come nelle puntate precedenti, il veliero e il serpente marino vengono bene solo in 3D.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi