L’ULTIMO ESORCISMO

Piccolo catalogo delle tendenze dell’orrore, così come le abbiamo ricavate dalla ricca sezione “Rapporto confidenziale” al Festival di Torino. Per variare la solita formula “innocenti che camminano in un corridoio buio, strani rumori, mostro con lama oppure fantasma vendicativo”, erano in programma minuscoli musical horror come “The legend of Beaver Dam” del canadese Jerome Sable (una filastrocca continuamente interrotta, un bambino grasso con gli occhiali, parecchio sangue e una chitarra assassina in dodici minuti). Era in programma “Altitude”, film dell’orrore ad alta quota con pesante risvolto familiare girato dal disegnatore di fumetti Kaare Andrews, che ha preso a modello gli episodi della serie “Ai confini della realtà”. C’era la banshee di “Damned by Dawn”, diretto dall’australiano Brett Anstey: all’inizio voleva girare un film in stile Hammer (la ditta britannica che aveva tra i suoi attori Christopher Lee e Peter Cushing, presa a modello anche da John Landis per il magnifico “Burke & Hare”, sui più famosi venditori di cadaveri alle facoltà di medicina). Ma il budget era così risicato che potevano permettersi solo la nebbia e i riferimenti al folclore irlandese. C’era lo psichiatrico “The Ward” di John Carpenter, ambientato in un reparto dove curano le ragazze con l’elettrochoc. C’era “L’ultimo esorcismo”, che oggi esce nelle sale e fu lanciato negli Stati Uniti la scorsa estate via chatroulette: la ragazza toccata in sorte faceva la mossa di sbottonare la camicetta, poi rovesciava gli occhi rossi di sangue o piegava il collo da una parte con un bel rumorino da spezzamento. Parte come un finto documentario, alla maniera di “The Blair Witch Project”. Una piccola troupe segue il reverendo Cotton nel suo ultimo esorcismo. Il lavoro gli ha consentito finora di vivere bene, pur credendo più nella psichiatria che nella possessione diabolica. Ma dopo la morte di un bambino autistico vorrebbe smettere. Non prima di aver confidato i segreti del mestiere: amplificatori nascosti nella stanza per simulare le urla dei diavoli scacciati, un piccolo candelotto fumogeno nel crocefisso. La posseduta è una ragazzina, che abita con il padre e il fratello in uno sprofondo della Louisiana, dove convivono i più vari riti e religioni. Il film funziona abbastanza bene, fino a quando arriva il momento delle spiegazioni.

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