INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI SOGNI

Sono quattordici anni che vado dallo psicoanalista. Gli do ancora un anno, poi vado a Lourdes”. Non è la prima volta che Woody Allen si interroga sui piccoli accorgimenti e le astuzie che rendono l’esistenza sopportabile, altalenando tra il cinismo (a parole) e l’ingenuità (nei fatti). Le due parole più dolci del mondo non sono ‘ti amo’ ma ‘è benigno’, teorizzzava in “Hannah e le sue sorelle”. In “Basta che funzioni”, scritto negli anni 70 per Zero Mostel e girato l’anno scorso voleva far credere al mondo che la splendida Evan Rachel Wood (nella vita, la fidanzata di Marilyn Manson) potesse perdere la testa per uno scienziato scorbutico e poco attraente come Larry David, mentre Patricia Clarkson si trasformava da signora perbene in artista promiscua. A 75 anni, con “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”, sembra aver adottato una realistica via di mezzo. Anthony Hopkins incartapecorito dall’abbronzatura e sfinito dagli addominali lascia la consorte dai capelli bianchi (“ogni giorno mi chiedo: chi è questa vecchia che vive in casa mia?” fu la definitiva battuta di Jack Nicholson in “A proposito di Schmidt”) per accoppiarsi con l’attricetta ventenne Charmaine. Ma siccome il Viagra fa effetto dopo un po’, lo vediamo mandar giù la pasticca e guardare l’orologio in attesa della resurrezione carnale. Il regista invece ha fatto sapere che il Viagra non lo usa: ipocondriaco com’è, gli manca solo di vedere blu per qualche ora. Anche in questo è molto cambiato: non abbiamo ancora smesso di ridere per il monologo sulle medicine di “Provaci ancora Sam”: “Hai mai provato la Coca Cola con lo Xanax? E l’halcyon con la birra?”. Allen scende a patti con la vita, come la moglie abbandonata che ogni giorno va dalla chiromante. Jonathan Swift, che era più cinico di Woody Allen, e a differenza di Woody Allen rimase tale fino all’ultimo giorno di vita (mentre dedicava un poema a una certa Vanessa, 22 anni più giovane di lui), scrisse che “la felicità consiste nell’essere bene ingannati” (i cultori del dialogo, dei segreti svelati, della trasparenza, ci pensino ogni tanto). Naomi Watts è sposata con Josh Brolin, che non riesce a scrivere il secondo romanzo dopo il successo del primo. Lavora in una galleria d’arte gestita da Antonio Banderas, sempre più sex symbol internazionale. Una gag memorabile riguarda un manoscritto e spiega di che pasta son fatti gli scrittori.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi