URLO

Ho visto le menti migliori della mia generazione, distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi nelle strade in cerca di droga rabbiosa. Se non ricordate il seguito – è “Urlo” di Allen Ginsberg, pubblicato nelle edizioni City Lights Books di Ferlinghetti nel 1956 – questo film serve da ripasso integrale. Aiutano a evitare l’effetto reading le belle sequenze animate (e parecchio allucinate) di Eric Drooker, che con Ginsberg aveva lavorato. Molte altre cose sulla beat generation ricorda il film, senza doverle chiedere a Fernanda Pivano. La prima lettura pubblica del poema, nella Six Gallery di San Francisco, molto fumo e ragazze con i capelli cotonati. Il processo per oscenità che seguì alla pubblicazione, ricostruito con David Strathairn nella parte del pubblico ministero e Jon Hamm di “Mad Men” (un po’ sprecato) come avvocato difensore. Una lunga intervista (messa insieme con materiali d’archivio, e James Franco barbuto che fa Ginsberg) racconta l’apprendistato del poeta: mamma pazza, papà già poeta, uno psichiatra libertario, Jack Kerouac, Neal Cassady e il grande amore Orlovski.

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