LETTERS TO JULIET

Piacerà agli americani (forse). Di sicuro alle agenzie turistiche che vogliono vendere le bellezze di Verona e della campagna senese. Pacchetto unico, per le spettatrici che durante il film hanno pianto tanto. Quando Amanda Seyfried risponde alla lettera indirizzata a Giulietta mezzo secolo prima (c’è un gruppetto di signore e signorine, con varie specializzazioni, che svolge il compito). Quando Vanessa Redgrave legge la lettera e torna in Italia cercando il perduto amore contadino che per codardia non sposò. Quando un Lorenzo Bartolini dopo l’altro, sparsi per la Toscana, si rivelano sbagliati. Quando la ricerca sta per essere abbandonata, e sbuca il Bartolini giusto, alias Franco Nero (doppia lacrima per le spettatrici abbastanza grandi per ricordare che i due ebbero una storia e un figlio negli anni 60, con ritorno di fiamma e matrimonio nel 2006). Quando anche Amanda Seyfried trova il vero amore, liquidando il fidanzato Gael García Bernal che ha occhio solo per le aste dei vini a Livorno, le fiere del tartufo, la ricetta – tipicamente veronese -  delle orecchiette con il pangrattato.

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