SOLOMON KANE

Gli europudding si riconoscono dai titoli di testa. In questo caso, dalla sfilata delle tre nazioni produttrici: Francia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna. Vuol dire che nel progetto “Solomon Kane” nessuno credeva fino in fondo, quindi sono state unite le forze, sommati i contributi statali, messo insieme un cast internazionale (esteso fino allo svedese di stirpe bergmaniana Max von Sydow, probabilmente per i suoi trascorsi come padre Merrin, in “L’esorcista” di William Friedkin). Nello stesso tempo, nessuno voleva rinunciare al fratellino puritano di Conan il barbaro: tale è infatti Solomon Kane, personaggio creato in gioventù da Robert E. Howard (le sette storie pubblicate prima che lo scrittore americano si suicidasse a trent’anni, nel 1936, altre cinque storie postume, un frammento e tre poesie sono appena state pubblicate da Newton Compton, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco). All’inizio del film, Solomon Kane è un guerriero cinquecentesco che non conviene avere contro, forgiato da sanguinarie battaglie e da molte esperienze (i testi parlano di torture subite sotto l’Inquisizione, sulla schiena ha le cicatrici lasciate da uno scudiscio musulmano, forse ha fatto il pirata al servizio di sir Francis Drake, ha incontrato i discendenti del popolo che viveva nella perduta Atlantide, ha imparato chissà dove i rudimenti della magia). Il regista Michael J. Bassett sorvola su quasi tutto e lo mostra in Africa all’assalto di una cittadella. Placata la sete di sangue, rivolge le sue attenzioni a un castello ricco di tesori. Pessima idea: incontra il Mietitore del Diavolo, dotato di spada fiammeggiante e ingolosito dalla pessima condotta e dall’anima nera di Solomon. Il guerriero riesce a scappare, i suoi soldati muoiono come mosche. Decide quindi di cambiar vita: non ucciderà più, non ruberà più (stuprare già non stuprava, a differenza del barbaro Conan che non se ne lasciava scappare una), coltiverà la sua spiritualità, forse si toglierà il mantellaccio nero, dopo una ripulita e un taglio di capelli andrà a vivere nella campagna inglese. Ottime intenzioni. Ma, come sappiamo in questi casi, più facili a promettersi che a realizzarsi, soprattutto quando c’è una bella ragazza di mezzo, rapita da un feroce feudatario mascherato, tale Overlord. Solo per gli amanti del genere cappa e spada intrecciato a filo doppio con la fantasy.

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