IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI

Il caso è rimasto 25 anni negli archivi. Una bella ragazza massacrata nella sua camera da letto da uno sconosciuto che passava di lì. O magari da una vecchia conoscenza, non si può mai sapere chi abbiamo per vicini di casa. Benjamin aveva indagato, ora che è in pensione la vecchia storia lo ossessiona al punto da volerla raccontare in un romanzo. Non sembra archiviata invece l’amicizia con Irene, che allora era il suo capo (pur essendo molto più giovane, di ottimi studi e buona famiglia) e ora fa il giudice. Sul romanzo, sembra perplessa. Ma risulta subito chiaro che i rapporti tra i due non sono esattamente quelli tra ex colleghi di lavoro. Attorno al “cold case” da riesaminare, il regista e sceneggiatore argentino avanza e indietreggia nel tempo, senza mai fare confusione e senza mai usare i flashback come espediente per sviare l’attenzione dalle debolezze della trama. E’ uno tra i molti pregi del film, tratto da un romanzo di Eduardo Sacheri e vincitore dell’Oscar come miglior film straniero. Gli altri sono, per esempio, un’attrice come Soledad Villamil, perfetta e bellissima sia nella sua parte da neolaureata al primo impiego sia nella sua parte da donna matura. Niente trucco pesante, bastano le luci, la pettinatura, certi buffi vestiti scozzesi anni 70 (il passaggio di età riesce meno bene a Ricardo Darín, che alterna barba nera e barba sale e pepe, mentre l’Argentina scivola verso la dittatura: ma quando i personaggi funzionano e vogliamo sapere come andrà a finire, perdoniamo). Alle scene comiche provvede il vicino di scrivania Sandoval, ubriacone senza ritorno ma a suo modo geniale. Alle scene strazianti provvede il marito della vittima, che tutti i giorni va alla stazione sperando di incontrare l’assassino. Siccome siamo perfezionisti, e siccome nel montaggio vale la regola di Billy Wilder – quel che non c’è non si vede, lo spettatore non vi rimprovererà mai per le meravigliose scene tagliate via per colpa del cattivo produttore – avremmo tolto il riepilogo finale, che ripropone a uno a uno i dettagli che risolvono il puzzle. “Il segreto dei suoi occhi” è girato tanto bene che non ce n’era bisogno, lo spettatore ricorda benissimo tutto. Raro film per adulti dove nessuno si comporta mai da idiota e anche le scene più osate sono perfettamente credibili.

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