PIACERE SONO UN PO’ INCINTA

La fantasia degli sceneggiatori genera mostri. Usciti da questa commedia romantica, con Jennifer Lopez identica a una bambola gonfiabile sul punto di scoppiare, abbiamo immaginato che un gruppo di cervelloni, nascosto da qualche parte, riceva somme principesche per fornire inedite situazioni da chick-lit e chick-flick: i romanzi e i film per ragazze dove lui incontra lei, capiamo subito che sono fatti l’uno per l’altra e che convoleranno a giuste nozze. Servono però un certo numero di peripezie, ostacoli, incidenti: gli scontri tra caratteri sono più difficili da scrivere, una bella caduta dai tacchi a spillo, sul ghiaccio o nel fango, risolve facilmente il problema della risata prima delle lacrime di commozione (“L’arte del racconto”, spiega David Mamet, “sta nel tenere la fine lontana dall’inizio”, ed è anche più vero quando sappiamo come va a finire). L’accanimento ricorda le variazioni applicate alla forma chiusa del poliziesco. Gli scrittori italiani, per esempio, hanno scelto il ramo della geografia: chi ha Bologna, chi ha Palermo, chi ha Vigata, chi si aggiudica il Veneto. Fuori Italia, l’ultima moda sta negli investigatori a quattro zampe: abbiamo già una pecora detective (tale Miss Maple, in “Glennkill” di Leonie Swann) e un labrador che indaga (in “Elementare Randolph” di J. F. Englert). In “Piacere sono un po’ incinta” (titolo originale “The Back-up Plan”, il piano di riserva) Jennifer Lopez incontra l’uomo della sua vita quando esce dalla clinica dove è stata artificialmente inseminata. Passo necessario, visto che quando passeggia a Manhattan vede ovunque bambini, carrozzine, madri che allattano e pannolini. L’anima gemella si incarna in un giovanotto bello, muscoloso, simpatico, romantico, pasticcione, produttore di formaggio fatto con latte non solo biologico ma pure di capra. Serve per organizzare il fine settimana in campagna, e la prima scopata nella cantina dei formaggi, perché all’ormone impazzito non si resiste. Come sempre accade quando le commedie romantiche non riescono tanto bene, i personaggi più riusciti fanno da contorno. Qui abbiamo un gruppo di “madri single e fiere di esserlo” (con parto New Age in acqua), le confessioni delle amiche che hanno già avuto figli, e dei padri sulla panchina del giardinetto. Molta correttezza politica e altrettanta scorrettezza ginecologica.

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