FANTASTIC MR FOX

Mr Fox smette le scorrerie nei pollai per fare il giornalista, i vicini opossum, tassi e ratti però sono invidiosi e fingono di non leggere la sua rubrica. Ha promesso solennemente il cambiamento alla consorte Mrs Fox, durante una spedizione andata storta: un futuro padre non deve esporsi a troppi rischi. Il signor volpe sfoggia un completo a tre pezzi in velluto color tabacco, un po’ più scuro di quello che Wes Anderson porta in quasi tutte le fotografie. La signora volpe ha pantaloni a sigaretta e vestitini stampati, forniti sicuramente dal Givenchy delle volpi. Si amano, hanno un figlio, ospitano un nipote, dalla tana si trasferiscono su un albero e a questo punto ricominciano i guai, giacché neppure la forca caccia l’istinto predatore. Boggis, Bunce e Bean – padroni di tre ricche fattorie dei dintorni, polli, tacchini e sidro – ci proveranno con tutti i mezzi, dalle scavatrici all’inondazione. Il primo film del regista su un soggetto altrui non si discosta poi molto dalla famiglia Tenenbaum o dai tre fratelli Whitman sul “Treno per il Darjeeling” con un elegante set di valige appena ereditato. Parlava di legami familiari anche  “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”, e Anderson ormai può essere considerato parente di Bill Murray (lavorano insieme da Rushmore”) e di Owen Wilson, che lo aiutò a scrivere il primo film, con ruoli per i fratelli Luke e Andrew). “Fantastic Mr Fox” è un racconto di Roald Dahl del 1970, il primo libro regalato dai genitori al piccolo Wes. Diretto da un regista in stato di grazia, e probabilmente anche di leggera e controllata alterazione, il film usa magnifici pupazzi animati alla vecchia maniera. Fotogramma, piccolo spostamento, altro fotogramma, altro piccolo spostamento, fotogramma, eccetera eccetera eccetera. Anderson pigramente se ne stava a Parigi, mentre gli animatori svolgevano il minuzioso lavoro a Londra, e gli mandavano le sequenze via computer per approvazione. Il risultato non ne risente: il film è divertentissimo, curatissimo. Mette voglia di allungare le mani per toccare gli oggetti nell’appartamento di Mr Fox o le mutande con i buchi infilate come passamontagna. Satirico e scatenato, ha una parola d’ordine che toglie dai guai: “Scava!”. Anche un po’ psicoanalitico: il volpacchiotto vorrebbe essere fantastico quanto suo padre, che però in un incidente perde la coda di cui va orgoglioso.

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