SUNSHINE CLEANING

Idea per un baby shower, festeggiamento tra donne da organizzarsi un paio di mesi prima della nascita. Invece della solita torta, quattro tipi diversi di cioccolato spalmati ad arte su un pannolino uso piatto. Vince chi indovina tutti i gusti. Organizza la compagna di scuola antipatica, quella che dopo anni ti chiede perché non hai sposato il fidanzato del liceo (sembravate così affiatati) e ricorda il tuo passato da cheerleader. L’antipatica invece è regolarmente sposata con il fidanzatino del liceo, puntualmente incinta, molto curiosa di sapere come funziona il tuo lavoro. Già dire “impresa di pulizie” sarebbe molto sotto lo standard. “Pulisco scene del crimine” fa andare in cioccolato di traverso a tutte le invitate. Amy Adams mette su la “Sunshine Cleaning” (“ho pensato che era meglio alludere a un nuovo inizio” spiega mostrando i biglietti da visita) per caso, dopo aver saputo che pagano benissimo. La prima volta, lei e la sorella Emily Blunt si presentano con i detergenti e le spugne rimediati tra il bagno e la cucina. Soltanto dopo un po’ scoprono l’esistenza di prodotti specializzati, regole per lo smaltimento dei rifiuti organici, misure igieniche, tute di protezione. Le pulitrici di sangue rappreso e cervelli spappolati sono orfane di madre. La più grande e riflessiva ha badato alla seconda pazzerella: basta un pacco di foto legate da un nastrino, ritrovato per caso sotto il divano di un suicida, per farle venire i lucciconi. La regista neozelandese Christine Jeffs (nel 2003 aveva girato “Sylvia”, sulla passione finita malissimo tra Sylvia Plath e Ted Hughes) sembra aver preso a modello il documentario “You’re Soaking In It”: “Ci sei dentro in pieno”, diretto agli incauti che non guardano mai dove mettono i piedi. Diretto da Errol Morris, assieme ad altri episodi di una serie televisiva trasmessa nel 2000 e intitolata “First Person”, inquadrava una tranquilla signora bionda che svelava i segreti del mestiere, la fatica, quel tanto di orrore che attira l’audience. In effetti, quando le impronte sono prese, le prove impacchettate nel cellophane, i poliziotti se ne sono andati, i cadaveri sono stati rimossi qualcuno dovrà pure bonificare l’appartamento. Intanto il padre Alan Arkin compra gamberetti all’ingrosso e sogna la ricchezza. Tutti bravi, con un sovrappiù di sentimentalismo in agguato nonostante lo sporco lavoro.

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