L’UOMO NELL’OMBRA

Robert Harris pubblica sul Sunday Times il diario dei mesi trascorsi con Roman Polanski. Dal primo progetto – girare insieme un film su Pompei – alla decisione di portare sullo schermo “The Ghost Writer”: il regista aveva appena letto il romanzo, ne era tanto entusiasta da paragonare Harris a Raymond Chandler (divennero subito amici). Sappiamo il nome degli attori che rifiutarono il ruolo dello scribacchino per conto terzi, andato poi a Ewan McGregor: George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Hugh Grant, Daniel Craig. Sappiamo che all’inizio Tilda Swinton aveva accettato il ruolo dell’algida consorte di Pierce Brosnan – andato poi alla bravissima Olivia Williams, una delle vere sorprese del film – e per finire rinunciò. Sappiamo che “L’uomo nell’ombra” è stato girato a Potsdam negli studi Babelsberg, i più antichi del mondo, gli stessi dove Fritz Lang aveva girato “Metropolis”. Sappiamo della telefonata che lo scorso settembre annunciò l’arresto di Roman Polanski a Zurigo, spifferando al mondo che la Svizzera ha un altro festival cinematografico oltre a quello di Locarno. Sappiamo che le autorità elvetiche, prima degli arresti domiciliari, concessero al regista una saletta di montaggio in carcere, vicino alla cucina dove gli altri prigionieri sbucciavano cipolle (Harris dice proprio “cipolle”, non patate come nei classici film carcerari). Gran finale: la visita allo chalet di Gstaad, dove il regista mostra allo scrittore la cavigliera elettronica antifuga, indicandola come “il mio orologio svizzero”, e parla di Tolstoj. Le disavventure del regista sono state la migliore promozione, ammantando il film di un’atmosfera sulfurea e al tempo stesso politicamente corretta. I collaboratori dell’ex primo ministro britannico simil-Blair, sotto accusa per crimini di guerra chiedono “quale sarà il paese senza estradizione?”, gli spettatori complici applaudono la battuta impegnata. Ciliegina sulla torta: una trama con le multinazionali e la Cia. Al netto dei messaggi e delle raccolte di firme, “L’uomo nell’ombra” è un thriller hitchcockiano per dilettanti. Un ghost writer si ficca in una situazione pericolosa per 250 mila dollari – il suo predecessore è stato trovato cadavere sulla spiaggia – e per uscirne sfrutta come aiutante il navigatore di una Bmw. Lo sponsor ringrazia, Hitchcock avrebbe tagliato nove decimi della scena.

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