IL PICCOLO NICOLAS E I SUOI GENITORI

Prima di fare coppia con Albert Uderzo e immaginare le avventure di Asterix – guerriero in un villaggio della Gallia che eroicamente resiste a Giulio Cesare grazie alla pozione magica preparata dal druido Panoramix – René Goscinny aveva lavorato con il disegnatore Sempé al fumetto “Le Petit Nicolas”. Protagonista un bambino in calzoni corti, (così si andava a scuola negli anni 50), i suoi compagni di scuola, la dolcissima maestra e il burbero bidello, una madre casalinga e il padre impiegato. In Francia sono conosciutissimi, nel paese di Giamburrasca e del suo Giornalino un pochino meno (ora però l’editore Donzelli coglie l’occasione per far uscire le tavole originali in libreria). Alla pari con il mitico eroe belga “Tintin” (dopo molte traversie affidato alle amorevoli cure di Steven Spielberg e Peter Jackson, che applicano al fumetto le tecniche sperimentate da James Cameron in “Avatar”) il ragazzino è stato a lungo corteggiato dai registi. Come sempre divisi tra la voglia di sfruttare un gigantesco patrimonio di simpatia e il timore di scontentare i fan, sempre pronti a irritarsi per il tradimento perpetrato. Ci prova Laurent Tirard, regista francese con studi di cinema a New York. Nel 2005 aveva girato “Le avventure galanti del giovane Molière” raro caso di film capace di curiosare nella vita di uno scrittore intrecciandola con i capolavori conosciuti e di uscirne vittorioso. “Il piccolo Nicolas e i suoi genitori” conserva la struttura del fumetto – scene brevi, personaggi caratterizzati fino alla macchietta – e il punto di vista infantile, con tocchi da favola e molta tenerezza per una Francia che non esiste più. Nicolas vede il vicino portar fuori la spazzatura, gesto di cortesia verso la moglie in attesa di un bambino. Quando suo padre, per puro caso, porta fuori a sua volta il sacco dei rifiuti, si convince che sta per arrivare un fratellino. Dovrà rinunciare ai suoi privilegi di figlio unico. E sicuramente verrà abbandonato nel bosco durante un picnic per far posto all’intruso. Scampato il primo pericolo, Nicolas mette insieme i soldi per affittare un killer. Intanto mamma e papà organizzano una cena per il capoufficio: per darsi un tono, lei studia la poesia scandinava e si fa coraggio con l’alcool.ो

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