BELLA

L’avvertimento potrebbe suonare sinistro: “Se vuoi far ridere Dio annunciagli i tuoi progetti”. Bisogna prenderlo per il verso giusto, dopotutto siamo in un feel-good movie:  traversie, ma anche abbracci, sorrisi infantili, speranze per il futuro senza-però-dimenticare-gli-sbagli-del-passato. Meglio di tutti se la passa il regista debuttante, il messicano Alejandro Gomez Monteverde. “Bella” fu infatti “Juno” prima di “Juno” diretto da Jason Reitman, vinse innumerevoli premi del pubblico ai vari festival internazionali, fu adottato come “film con messaggio positivo”, incassò cifre considerevoli. Il regista fu invitato alla Casa Bianca e all’ambasciata messicana, il Wall Street Journal scrisse che “Bella” era “la sorpresa dell’autunno, capace di incassare oltre cinque milioni di dollari nel primo mese” (alla fine i milioni saranno dieci, sufficienti per entrare nella lista dei dieci titoli indipendenti più redditizi del 2007). Queste sono le coordinate per situarlo, e in effetti parecchi escono dalla sala riconciliati con l’esistenza e con il suo prossimo. Noi usciamo più contenti con sceneggiature e regie meno zuccherose.

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