HACHICO – IL TUO MIGLIORE AMICO

Richard Gere 1. L’uomo incontra il cane di notte, alla stazione, non serve avere la sfera di cristallo per prevedere che il professore di musica con i modi eleganti di Richard Gere si innamorerà a prima vista del cucciolo abbandonato in una gabbietta sfasciata che non depone a favore degli spedizionieri americani. Purtroppo non può tornare a casa con il cagnetto e chiedere “posso tenerlo?”. La moglie ha posto il veto, così che i primi venti minuti del film possono procedere tra strategie di nascondimento, pantofole mordicchiate, tentativi di trovare il proprietario legittimo (la bolla di accompagnamento si è persa nel trasporto, ma mica un cane si spedisce da solo, magari qualche altro abitante delle villette lo aspettava, forse reclamerà). Tutto è vano, dopo il colpo di fulmine. Come sanno gli spettatori a cui è capitato di leggere la vera storia di Hachico, fedeltà canina nel Giappone degli anni Venti. L’uomo e il cucciolo si legano e si separano solo quando il professore pendolare sale sul treno per andare a lezione. Quando torna, trova Hachico ad aspettarlo. L’unica cosa che il cane proprio non vuol fare è riportare la palla da tennis. Nella scena più bella del film, Richard Gere le tenta tutte per insegnargli il giochetto. Tira la palla in giardino, il cane resta immobile. Tira di nuovo la palla, il cane non si scompone. Tira la palla per la terza volta, la va a riprendere per dare l’esempio, il cane comincia a pensare di avere un padrone scemo. Tira la palla per la quarta volta, la va a riprendere a quattro zampe, confermando al cane che il padrone non ha tutte le rotelle a posto. Ultimo tentativo: raccatta la palla con la bocca, e il cane con nobiltà giapponese guarda da un’altra parte. Viene consultato l’esperto, il quale spiega che la razza era addestrata dagli shogun per la caccia e i combattimenti, non per compiacere i padroncini: la palletta proprio non la raccattano, a meno di non avere qualche buon motivo. L’informazione servirà nel momento di svolta del film, anticipando il passaggio a lacrime così copiose che il film (prodotto da Richard Gere medesimo) uscirà negli Stati Uniti solo in Dvd, per uso casalingo. Nei cinema avrebbero dovuto vendere i fazzoletti invece del pop corn. Hachico ruba all’attore tutte le scene. Tranne le soggettive del cane al barbecue, che si potevano evitare.

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