SHERLOCK HOLMES

L’investigatore – Robert Downey jr,   attenzione ragazze perché crea dipendenza – tra un caso e l’altro si annoia vestito da dandy. Vive nel disordine, assieme a un bulldog vittima di esperimenti scientifici, ramo droghe. Quando lo spleen arriva al massimo, si svaga combattendo a mani nude con spaventosi energumeni. Faceva coppia con un dottor Watson reduce dall’Afghanistan. Ora però il fedele compagno di tante avventure ha deciso di sposarsi con una bella bionda dalla pelle trasparente, lasciando l’appartamento finora condiviso, e il perfido Holmes le tenta tutte per mandare a monte il matrimonio. Watson è Jude Law, e in questi casi si fa facilmente bella figura dicendo che non regge il confronto. In realtà se la cava piuttosto bene e la chimica tra i due maschi sta tra le cose notevoli del film. Meno notevoli sono le scene al rallentatore dove Holmes prima di combattere spiega allo spettatore le sue strategie. Guy Ritchie ha l’horror vacui, quindi ci mette tutto. Con risultati alterni: battute divertenti, battute stiracchiate, scene d’azione fantastiche sul Tower Bridge in costruzione, tempi morti, un’inutile signorina.

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