[REC] 2

Si ha voglia a parlar male dei reality show: sbucano fuori ogni volta che un racconto, cinematografico o letterario, spinge sul pedale della verità. Reality show, a loro modo, erano i romanzi epistolari del Settecento, la “Pamela” di Samuel Richardson o “Les liaisons dangereuses” di Choderlos de Laclos. Reality show, a loro modo, sono gli innumerevoli manoscritti ritrovati, nella Saragozza sotto assedio immaginata dal polacco Jan Potocki, oppure nella bottiglia di Edgar Allan Poe. Reality show, a loro modo, sono i video ritrovati dopo una catastrofe (vedi “Cloverfield”) o una caccia alle streghe finita male (vedi “The Blair Witch Project”). Reality show è “Paranormal Activity” girato con quindicimila dollari da Oren Peli, nelle sale italiane dal 5 febbraio per arrotondare gli oltre cento milioni già incassati: tutto quel che vediamo si finge ripreso da una telecamera amatoriale piazzata tra il letto e la cucina da una coppia che sente strani rumori e vuole capire da dove vengono. Reality show era il primo [REC] che promuoveva a titolo, con tanto di pallino rosso sul manifesto, un tasto della videocamera. Ogni immagine del film, sgranata il giusto, aveva l’icona della batteria in via di scaricamento. Da reality era anche il pretesto: una giornalista e il suo cameraman tallonavano una squadra di pompieri chiamati da una vecchietta intrappolata in casa. Lo scoop ci sarebbe – l’anziana signora trovata in un lago di sangue porta via mezza faccia al soccorritore, tanto per cominciare – ma per vendere il servizio bisognerebbe uscire dall’edificio prontamente messo in quarantena. Dopo molte traversie, ormai la batteria lampeggia perché sta esaurendo la carica, la giornalista viene letteralmente risucchiata in soffitta da un orrendo mostro. Fine della prima puntata, molto spaventosa, e via libera al sequel. [REC] 2 inizia un quarto d’ora dopo, quando le autorità sanitarie e poliziesche decidono di bonificare l’edificio. Entra il dottore (piuttosto sinistro a dire la verità), entrano gli agenti della squadra speciale con le telecamere piazzate sull’elmetto, così possiamo vedere ogni cosa da ogni punto di vista. Purtroppo così si vedono di faccia e di profilo anche i mostri assetati di sangue, che sono sempre meno spaventosi dei mostri che giocano a nascondino. Conviene rivedere in dvd il numero uno della serie, molto più originale e spaventoso.

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