IL MIO AMICO ERIC

La fortuna aiuta i fortunati”. Avevamo imparato la massima vedendo “Kung Fu Panda”, preziosa parodia (giacché rara più dei panda sempre in via di estinzione e mai davvero in pericolo) della saggezza orientale: roba difficile da parodiare perché sembra già una parodia. La saggezza secondo Eric Cantona ha invece tra le sue massime “Se fallisce il piano A, passa al piano B”, e soprattutto “Se i gabbiani seguono i pescherecci è perché sanno che le sardine verranno buttate a mare”. Il calciatore sta su un poster appeso nella cameretta di Eric Bishop, postino di Manchester che avrebbe molto bisogno di un piano A (o successivi) funzionante. Ha appena cercato di suicidarsi sbucando su una rotonda in senso contrario, andando a sbattere abbastanza gravemente da finire in ospedale. Due figliastri vivono in casa sua solo per mettere disordine, combinare guai, ricevere minacce dal bullo del quartiere. Della loro madre, si sono perse le tracce. E c’è però una figlia, che ha appena avuto un bambino e vorrebbe tanto vedere i genitori rappacificati, dopo tanti anni (le circostanze della separazione risalgono all’annuncio: “sono incinta”). Guardando il poster di Eric, il postino fa l’elenco delle cose andate male. Finché King Eric del Manchester United scende dal poster e si siede sul lettuccio. Poco dopo i due stanno tirando allegramente da uno spinello, neanche fosse la versione maschile di “La Rosa Purpurea del Cairo”. Nella parte del life coach, Cantona dà i consigli che ognuno si può dare da sé – e che una volta toccavano alle simpatiche zie, mica ai giornali che titolano: “Inverno, mettetevi la maglia di lana”, salvo lamentarsi perché nessuno all’edicola li compra più. Consigli che funzionano, come già garantivano le vecchie zie, anche senza bisogno che il tuo idolo si materializzi per dire “E’ inverno, mettiti la maglia di lana”. Ken il rosso per una volta rinuncia ai disoccupati, sciolti o organizzati. Evidentemente era stufo di storie che cominciano male e finiscono peggio, di sfighe tremende, di operai che si indebitano con gli usurai per pagare il vestito della prima comunione alla figlioletta, di sedicenni che per festeggiare il compleanno della madre testé uscita dal carcere incendiano una roulotte. La lotta di classe ora si combatte con una maschera di Cantona a nascondere il volto.

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