LO SPAZIO BIANCO

Contraddizioni in seno al cinema. Ovvero l’arte sublime di dissociarsi da se stessi. Riassunto delle puntate precedenti: Francesca Comencini presenta alla mostra di Venezia “Lo spazio bianco”, tratto dal romanzo con lo stesso titolo di Valeria Parrella (Einaudi). Il film vince il premio Pro-Life, di recentissima istituzione. La regista teme evidentemente che l’etichetta le rechi danno, essendo Margherita Buy un’attrice cara alle donne che su Repubblica firmano perché il loro corpo non venga mercificato, aggiungendo fotografie in formato che una volta si chiamava “tessera” e oggi “facebook”. Quindi, oplà, si dissocia da se stessa (un po’ anche dalla lingua italiana e dalla logica) con la seguente dichiarazione: “Questo film mi ha portata a parlare di una delle cose più centrali della mia vita, la maternità. Per un paradosso non casuale, mi sono sempre ritrovata, insieme a molte altre, a dover difendere il diritto delle donne di non essere madri, o di poter scegliere se e quando esserlo, e mi sono ritrovata di fronte degli strenui difensori della vita, quasi sempre uomini, quasi mai padri”. Si dissocia, e questo è anche più grave, anche dal suo film, che quasi per intero mostra un’incubatrice, una bambina nata prematura, la madre single che passa le sue giornate in ospedale, altre madri davanti ad altre incubatrici, infermieri indaffarati, dottori da soap opera (lo si capisce dal fatto che sono belli, pieni di dubbi, e seduttori di femmine addolorate). Vediamo la creatura di sei mesi con i tubicini, sentiamo i battiti del cuore. Tutto congiura per strappare allo spettatore palpiti e lacrime di commozione. E dopo tanta fatica, tanta attesa per il lieto fine, tanta solidarietà per la mamma rimasta sola dopo le fatidiche parole “Sono incinta”, Francesca Comencini si rimangia tutto. Tanto valeva scegliere un altro libro e un’altra storia. Margherita Buy è cara anche ai critici, nella scala della recitazione la collocano tra il “brava bravissima” e il “sublime”. Qui riesce ad avere la stessa aria spaesata quando insegna alle scuole serali cambiando sede continuamente, quando soffre per la bimba prematura, quando spiega che gli spazi bianchi esistono nella vita, quindi si possono mettere nei temi per prendere la licenza media. La regista, per suoi motivi imperscrutabili, ha voluto così. Il fan club ha protestato per la mancata Coppa Volpi e ha ammirato il nudo artistico.

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