RICATTO D’AMORE

Certo, è la solita zuppa: un lui e una lei che sembrano non avere nulla in comune, anzi si odiano (magari senza darlo troppo a vedere), costretti a dividere uno spazio ristretto per qualche giorno, con dispetti e ripicche, finché l’odio si tinge di rosa. E’ la solita zuppa, ma cucinata con tutte le cure e speziata al punto giusto. Più simile a una screwball comedy del tempo che fu, quando ad accapigliarsi Katharine Hepburn e Cary Grant, che a una normale commedia romantica dove lo scapolone incallito cede appena Kate Hudson appare all’orizzonte e fa due smorfie. Dirige Anne Fletcher, la regista di “27 volte in bianco”: era un copione brillante firmato Aline Brosh McKenna, la sceneggiatrice di “Il diavolo veste Prada”, con Katherine Heigl nella parte dell’eterna damigella. Qui recita Sandra Bullock, in cerca di una nuova occasione dopo “Miss Congeniality” (poliziotta infiltrata tra le reginette di bellezza). Accanto a lei, l’attore canadese Ryan Reynolds: nella vita, ha sposato Scarlett Johansson; sullo schermo, dopo una gavetta in film tipo “Maial College”, ha ora la sua grande occasione e la sfrutta molto bene. Primo ingrediente che fa la differenza: Sandra Bullock, boss in una grande azienda di New York, strapazza e umilia il suo assistente maschio, non la solita ragazza che farebbe di tutto per un posto a Vogue. Secondo ingrediente che fa la differenza: l’azienda produce libri, anzi best seller. Tutti gli impiegati che ci lavorano custodiscono un manoscritto nel cassetto, sperando che prima o poi l’onore della stampa tocchi a loro e non a quei palloni gonfiati che sognano di andare in tv da Oprah Winfrey, fingendosi scrittori schivi e costretti dall’editore ad apparire. Terzo ingrediente che fa la differenza: l’ambientazione tra i Kennedy dell’Alaska, dove miss Bullock appare con tacchi a spillo, suole rosse Louboutin e borsa di Hermès (anche questa scena l’abbiamo già vista, con Cameron Diaz in “L’amore non va in vacanza” o con Sarah Jessica Parker in “La neve nel cuore”, ma il fatto che ora la femmina sia il capo rinnova il già visto). Mette insieme la strana coppia l’ufficio immigrazione: dopo un viaggio non autorizzato alla fiera del libro di Francoforte, la dirigente canadese deve lasciare l’impiego e tornarsene in patria. Lei chiama il giovanotto nel suo ufficio per l’ultimo ordine di servizio: “Sposami. E subito”.  

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi