ALIENI IN SOFFITTA

L’allarme viene dal basso. Gli uccellini al negozio, il gatto dei vicini, il cane al guinzaglio hanno già avvertito la presenza della donna pantera (nel film di Jacques Tourneur, poi rifatto senza un vero perché con Nastassja Kinski): una che dopo il primo bacio i maschi li sbrana. Ma il giovanotto che la corteggia ancora non ha sospetti. Peggio: giacché lei si rifiuta di baciarlo, l’ha mandata dallo psicoanalista, che sbaglia la diagnosi – scambiando una maledizione dell’est Europa per un caso di frigidità – e paga con la vita. Qui, tocca ai ragazzini rilevare la minaccia e combattere le presenze aliene, distruggendo non solo la soffitta ma anche il giardino, la piscina e il parco auto, danni collaterali ogni volta che bisogna salvare il mondo. Gli adulti in vacanza nella villa al lago non possono far nulla: i minuscoli omini verdi – qualcuno prima o poi dovrà spiegarci perché gli alieni sono sempre verdi, mai viola o arancioni, e infatti sul manifesto italiano sta scritto “la faccia del vicino è sempre la più verde”  – hanno preso il controllo delle loro menti e li fanno comportare come zombie ritardati. Vale in particolare per Ricky, il biondazzo che corteggia la figlia adolescente sotto gli occhi schifati dei fratelli minori (ha mentito sulla sua età, i mostriciattoli smascherano la bugia). Arrivati con una pioggia di meteoriti, sono quattro in tutto e sembra di conoscerli da sempre: il comandante con la mascella quadrata e il cappottone, la femmina con le contropalle e le rivendicazioni, il forzuto armato come Schwarzenegger in “Commando”, lo scemo del villaggio spaziale, totalmente inetto e  portato solo per combinare danni. Lo spettatore ideale per il film è appena un po’ più alto degli alieni, e i genitori possono stare tranquilli: niente volgarità (ma neanche nulla di paragonabile a un film della Pixar, ormai gli standard si sono parecchio alzati). Uno sceneggiatore come Marc Burton, che aveva firmato “Madagascar” e “Wallace e Gromit”, poteva impegnarsi un tantino di più. Viene il sospetto che abbia scritto “Alieni in soffitta” con la mano sinistra, dedicando invece tutte le sue cure a “Gnomeo and Juliet”. Guerra e amore tra Capuleti e Montecchi, combattuta dai nani di due giardini rivali, con le voci di James McAvoy (“Espiazione” ma anche “Wanted”) e Emily Blunt (“Il diavolo veste Prada”). Non vediamo l’ora.

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