L’ERA GLACIALE 3: L’ALBA DEI DINOSAURI

L’abbiamo scovata su Empire, troppo bella per non lanciare il passaparola (speriamo arrivi a John Lasseter, che il 6 settembre riceverà il Leone d’oro alla carriera dalle mani di George Lucas, seguirà proiezione in 3D dei primi due capitoli di “Toy Story”). Un lettore scrive al mensile per raccontare che la nipote di cinque anni, informata all’asilo sul Paradiso e l’Inferno, tornò a casa annunciando: “Io, dopo morta, andrò alla Pixar”. Tra le saghe animate, “The Ice Age” era partita in sordina. Puro divertimento, con un’accozzaglia multispecie di disperati: mammuth in via di estinzione, bradipo incapace a tutto, opossum idioti e puzzolenti, tigre dai denti a sciabola con lo spleen. Non aveva le ambizioni di certi titoli Pixar. Non poteva contare sul background di favole alla rovescia come l’orco Shrek, ormai sposo di un ex principessa diventata orca e padre felice di tre orchetti). Nacque da un cortometraggio che aveva per protagonista lo scoiattolo preistorico Scrat e la ghianda che sempre gli sfugge. Continua con una terza divertentissima puntata, e molte altre ce ne saranno, ora che i nostri si allontanano dai ghiacci natii. Manny il mammuth invece di far la fine dei panda ha incontrato Ellie, una mammuth dagli occhioni verdi e ciglia tanto lunghe da sembrar finte. Sono in attesa del primo figlio, con tutte le ansie del caso. Il bradipo Sid, per non essere da meno, adotta tre uova sul punto di schiudersi. Ma siccome non lo sa, le dipinge come tre pupazzetti (il robinson Tom Hanks, in “Cast Away”, faceva lo stesso con un pallone arrivato sull’isola deserta via corriere). Finiscono in una giungla sotteranea dimenticata dal tempo, dove la mamma naturale fuma di rabbia. A Steven Spielberg fischiano le orecchie: hanno ricreato l’intera brigata erbivora e carnivora di “Jurassic Park”, più qualche cattivone multicolore che partecipa al combattimento finale, tra fiumi di lava. New entry, l’avventuriero Buck con la benda sull’occhio e l’ossessione del grande dinosauro bianco (ora le orecchie fischiano a Herman Melville). Per grandi più che per i bambini, poco interessati all’incontro tra Scrat e la smorfiosissima Scrattina, scoiattola preistorica che sa come trattare i maschi di ogni specie. Si allacciano in un tango assassino, con la ghianda in luogo del garofano che Jack Lemmon-Dafne tiene tra i denti in “A qualcuno piace caldo”.

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