COCO AVANT CHANEL – L’AMORE PRIMA DEL MITO

A Coco Chanel dobbiamo i tailleur, l’abbronzatura, le borsette trapuntate, i lunghi giri di perle false, le scarpe bicolori, i capi rubati al guardaroba dei maschi, i capelli corti, le pagliette, le camelie sul bavero della giacca. La regista Anne Fontaine prende nota di tutto, e per ogni dettaglio mostra la fonte di ispirazione: le maglie a righe dei marinai, i pantaloni per andare a cavallo senza i ridicoli vestiti da amazzone, gli abiti delle suore che la crebbero nel collegio di Notre-Dame a Moulins, dopo che la madre morì di tisi e il padre emigrò per mantenere i figli. Manca solo il profumo, che arriverà qualche anno dopo, e sarà chiamato con il numero della boccetta contenente il campione prescelto. Alla fine del film, Coco ha appena concluso la sua marcia di avvicinamento a Parigi da Saumur, dove era nata nel 1883. La sua cocciutaggine, la sua sincerità e il suo corpo sottile non ne facevano esattamente una donna da sposare, secondo il gusto dell’epoca (anche come mantenuta aveva qualche controindicazione). Le ci vorrà un po’ prima di scardinarlo, quel gusto, almeno per quanto riguarda vestiti e cappelli. Ma il film – tratto da “L’irregolare” di Edmonde Charles-Roux (esce da Rizzoli) – non va oltre gli anni dell’apprendistato. Prima il collegio dove Gabrielle impara a cucire, poi i legacci del busto da tagliare con un bel paio di forbici. Ritroviamo la stessa scena nell’altro film su Mademoiselle Chanel presentato in chiusura del festival di Cannes, “Coco Chanel & Igor Stravinski” diretto da Ian Kounen: fa da preludio a una scena di passione con il compositore russo. Durante i titoli di testa, già noiosi come il peggio degli sceneggiati tv, vediamo il pubblico che affolla il teatro per ascoltare la Sagra della Primavera, prima esecuzione. Coco si presenta vestita di bianco, in spregio all’etichetta. Decine di comparse vestite da sera prendono posto, il sipario si apre, arriva il corpo di ballo, si sentono i primi fischi. “Coco avant Chanel” fa entrare in scena la sua eroina – l’attrice è Audrey Tautou, più somigliante di Anna Mouglalis nel film rivale – con redingote e borsa da Mary Poppins (per il pigiama indossato in strada e il tailleur dovrà passare ancora un po’ di tempo). Va a trovare un uomo conosciuto al cabaret, senza farsi troppe illusioni su come vanno le cose del mondo. Quindi, per contrappasso, sappiamo che le toccherà una lezione.

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