L’AMORE NASCOSTO

Ognuno di noi ha un tipo di film che non vorrebbe mai vedere, così come odia gli spinaci, il gelato al pistacchio, il pesce crudo, il fegato alla veneta, il cervello in frittura o magari il rognone trifolato. Non importa se altre persone li considerano cibi sopraffini, quando una cosa non piace non piace. In cima alla lista delle cose che noi non vorremmo vedere mai più, stanno i film di donne. Soprattutto se sono drammatici e hanno per protagonista Isabelle Huppert (i vecchi women’s film, con Joan Crawford o Bette Davis o Lana Turner erano invece una goduria, anche quando si piangeva). Abbiamo spontaneamente confessato, non ci pentiamo (né ci pentiremo all’età in cui i sessantottini diventano notai), siamo pronti per la bacchettata sulle dita e l’ostracismo, ma il tipo di scena caretterizzata da intensi primi piani, intensa sofferenza femminile e intensa voce fuori campo va al di là della nostra capacità di apprezzamento. Poiché bisogna riconoscere i propri limiti, e poiché sappiamo che il genere ha molte spettatrici entusiaste, diamo la parola al regista (che ha tratto il film da “Madre e ossa” di Danielle Girard, edito da Baldini & Castoldi). Si parla dell’amore materno, o meglio della sua mancanza, tra Danielle e la figlia Sophie, che sente di non essere voluta e quindi si ribella, rendendosi definitivamente insopportabile agli occhi della madre: “Forse non è così scandaloso, inaccettabile e insolito come a prima vista potrebbe sembrare. Quel che distingue Danielle da altre madri è che lei ha trovato il coraggio, o la disperazione, per ammetterlo”. Si parla dell’ambientazione claustrofobica: “E’ proprio da questo spazio astratto e separato dal mondo che la confessione di Danielle trae la forza per staccarsi dalla confusa disperazione di tutti i giorni e di trasformarsi in un grido tragico, unico e irripetibile”. Greta Scacchi è la psichiatra, che cura Danielle dopo ripetuti tentativi di suicidio. Accanto a Madame Huppert – ed è un bel risultato – si fa notare Mélanie Laurent, nella parte di Sophie adulta: la rivedremo presto in “Inglourious Basterds” di Quentin Tarantino, ragazza ebrea scampata al massacro della sua famiglia (si vendicherà cercando di uccidere molti nazisti). Figlia di un doppiatore dei Simpson, era in “Tutti i battiti del mio cuore” di Jacques Audiard.

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